Cacoyannis fa l’ultimo ballo con «Zorba»

«È il regista che ha portato il cinema greco alla maturità». Con questo prestigioso epitaffio del critico Michel Demopoulos se ne è andato ad Atene il regista Michalis Cacoyannis. Aveva 89 anni e se n’è andato all’ospedale Evangelismos, dove era ricoverato da dieci giorni, all’alba di ieri.
Per inquadrare Cacoyannis basta citare le due nomination all’Oscar del 1964 (miglior regista e miglior film) e la statuetta (Lila Kedrova come miglior attrice non protagonista) per il classico Zorba il greco (tratto dal romanzo di Nikos Kazantzakis) con Anthony Quinn, Alan Bates, Irene Papas. Un anno ricco di soddisfazioni per lui, ma anche sfortunato perché avrebbe sicuramente meritato di più se My Fair Lady non avesse fatto man bassa di premi (non a caso il premio per il miglior attore andò a Rex Harrison) e non fossero stati in nomination altri giganti come Stanley Kubrick con Il dottor Stranamore e Robert Stevenson con Mary Poppins. Zorba il greco, sostenuto anche dall’inconfondibile musica (un coinvolgente «sirtaki») di Mikis Theodorakis, fece conoscere Cacoyannis in tutto il mondo, anche se due anni prima si era imposto a Cannes con Elettra, rilettura della tragedia di Euripide con cui conquistò il Premio per la miglior trasposizione cinematografica e il Gran Premio della Commissione tecnica del cinema francese. Le pellicole sulle tragedie di Euripide e sulla antica storia della Grecia (come Ifigenia e Le Troiane che aveva come protagonista la grande Katharine Hepburn) hanno caratterizzato la carriera del regista. Della quindicina di film che ha girato solo sette sono arrivati sugli schermi italiani; oltre a quelli citati Il relitto e il giorno in cui i pesci uscirono dal mare, tutti senza particolare risonanza sul nostro mercato. Kakoyannis era comunque un regista particolare e non disposto ai compromessi; seguiva la sua visione del cinema e della regia e rifiutò persino di dirigere Riflessi in un occhio d’oro con Marlon Brando e Elizabeth Taylor (poi girato nel 1967 da John Huston) perché riteneva il progetto lontano dalla sua linea.
Era nato a Limassol, nell’isola di Cipro, ma giovanissimo, ma quando fu inviato a Londra dal padre per studiare legge, cominciò a lavorare per la Bbc e si appassionò al cinema. Come regista a Londra non riuscì a sfondare, così migrò in Grecia e nel 1953 finalmente girò il suo primo lungometraggio, Windfall In Athens. Nonostante fosse considerato un regista dedito a temi (troppo) seri, nel 1983 fu a Broadway per guidare il revival dei musical basati su vecchi film. Il suo ultimo lavoro - non arrivato in Italia - da regista, produttore e sceneggiatore è The Cherry Orchard del 1999.