Cade il governo? La trattativa non s’interrompe

da Milano

Il quesito è ovvio, tant’è che ieri due ministri e un viceministro hanno dato una risposta: che cosa sarà del negoziato trattativa tra Alitalia e Air France se il governo Prodi cadrà? «Maurizio Prato ha i pieni poteri per portare in porto la trattativa» ha detto il titolare dei Trasporti, Alessandro Bianchi. «Anzi, vista la situazione, mi sembra proprio il caso di fare presto». La stessa idea è stata espressa dal ministro dell’Economia, Pierluigi Bersani: «La trattativa prosegue in ogni caso, non vedo turbative, anche in caso di crisi di governo». E ha aggiunto: «Il governo ci sarà comunque». Netto il viceministro dell’Economia, Vincenzo Visco: «O l’accordo, o i libri in tribunale». Dunque: che Prodi resista o cada, per l’Alitalia la strada è tracciata. È vero che prima di un contratto il Tesoro (e il governo) dovranno esprimere un ulteriore giudizio politico, ma il tempo stringe. La liquidità ancora presente nelle casse della compagnia, che si va assottigliando di mese in mese, indica il punto di non ritorno nella primavera inoltrata. Questo è un elemento di calendario inesorabile, che responsabilizza tutti i soggetti legati alla cessione. Un altro interrogativo: Air One, con la crisi di governo, potrebbe avvantaggiarsi, rimettendosi in gioco e sfidando la trattativa già avviata con Air France? È molto difficile. Da un lato, negli ultimi mesi è maturata l’idea che Air France un po’ l’ultima spiaggia: non per nulla è stata scelta - dopo un anno di procedure andate a vuoto - per la trattativa in esclusiva. Dall’altro, Air One potrebbe forse giovarsi di un governo di centro-destra, che rappresentando di più gli interessi del Nord, potrebbe voler ridiscutere di piani industriali. Ma un nuovo governo potrebbe scaturire solo da elezioni; e, in attesa, di queste, Alitalia sarebbe già fallita.