Cade nel crepaccio, muore alpinista milanese

Un alpinista di Solaro (in provincia di Milano), Davide Grassi Monti di 38 anni, è morto ieri mattina precipitando sul Monte Bianco, mentre percorreva la via Kuffner. Deceduto anche l’amico, un escursionista molto esperto, che si stava allenando per sostenere gli esami di guida. L’allarme è scattato ieri verso le 9 quando un altro alpinista li ha visti sprofondare nel vuoto, a causa della rottura del cornicione di neve su cui stava camminando. Immediate le ricerche avviate dal Soccorso alpino Valdostano del «Peloton specialisé haute montagne» della gendarmeria di Chamonix e la Guardia di Finanza di Entrevs che hanno recuperato i corpi nella tarda mattinata. I due sarebbero stati traditi dal caldo che avrebbe reso cedevole il manto nevoso.
Davide Grassi Monti era un appassionato di roccia e «bouldering», arrampicata sui massi, un passione che lo portava spesso in Sardegna, in particolare sui sassi del Germeas. Viene descritto come un arrampicatore completo in grado di eccellere in tutti gli stili, dalla placca allo strapiombo. L’altra sera aveva raggiunto l’amico Francesco Oreggioni, 25 anni, di Verceia in Valchiavenna (Sondrio), che si stava preparando per diventare guida alpina. Il ragazzo avrebbe sostenuto gli esami tra il 6 e l’8 settembre presso il Collegio regionale guide alpine della Lombardia, tra cui la prova di «alta montagna classica» da sostenere proprio sul Monte Bianco. I due avevano passato la notte al bivacco della Fourche e all’alba erano partiti dal Monte Maudit, 4.465 metri, che purtroppo ha tenuto fede al suo nome sinistro: maledetto. Mentre si trovano sulla Kuffner a 3.900 metri, la cornice su cui stavano camminando ha ceduto di schianto trascinandoli nel vuoto per 400 metri. Il tempo infatti era bellissimo, forse troppo e il caldo può aver reso instabile il manto nevoso.
«Abbiamo visto cadere due persone» è stato l’accorato messaggio inviato alla Gendarmeria di Chamonix. Ma i soccorritori hanno potuto recuperare solo due corpi senza vita, poi portati all’obitorio di Courmayeur. Francesco è stato identificato per primo, mentre per qualche ora ci sono stati dei dubbi sull’identità di Grassi. Poi alla fine la conferma. Oreggioni aveva già vissuto una brutta esperienza tre anni fa quando stava scendendo in corda doppia dal Sasso Manduino in Val dei Ratti: il cedimento di un ancoraggio aveva causato la caduta nel vuoto di un altro alpinista, Corrado Libéra, morto a 38 anni.