Cade un tabù, un'arbitra dirige in Inghilterra

Si chiama Amy Fearn e di sicuro nei prossimi giorni la cercheranno tutti dopo l'esordio alla Ricoh Arena in Coventry City-Nottingham Forest, prima donna ad arbitrare una partita professionistica di calcio in Inghilterra.

Per entrare nella storia ha dovuto attendere sedici anni e l'infortunio di un uomo, ma adesso la prima donna col fischietto è lei, da qui all'eternità. Si chiama Amy Fearn e di sicuro nei prossimi giorni la cercheranno tutti dopo l'esordio alla Ricoh Arena in Coventry City-Nottingham Forest, prima ad arbitrare una partita professionistica in Inghilterra.
Adesso però esagera e spera di poter ripetere l'esperienza e poi vedere altre colleghe seguire le sue orme. «Potrei abituarmi ad arbitrare ogni settimana», ha detto la 31enne che si è subito allargata dimenticandosi che senza l'infortunio del direttore di gara designato, sarebbe ancora lì con la bandierina in mano.
L'impresa è notevole ma ci sono delle controindicazioni. E poi ha diretto solo gli ultimi venti minuti, era solo un incontro di serie B inglese, e hanno scelto lei perché era la più anziana della quaterna arbitrale e il suo ingresso in campo, diciamocelo, è stato accolto più con sghignazzate che con applausi. «Sarebbe splendido vedere altre donne nel calcio - ha spiegato - così come sarebbe bello arbitrare in Premier League».
Comunque per la prima volta nella sua storia ultracentenaria una partita di calcio inglese è stata diretta da una arbitra, anche se l'evento è casuale in quanto accaduto solo in quanto il direttore di gioco designato è stato costretto ad uscire per infortunio. A ben guardare un altro che rischia di passare alla storia è proprio lui , Tony Bates l'infortunato. «È stata una sensazione fantastica - ha dichiarato in estasi Amy -. Prima di ogni partita scherzo sempre con gli arbitri e chiedo loro di farmi arbitrare almeno per 10'. Questa volta è accaduto, non ci posso credere».
Nonostante Amy non ricoprisse il ruolo di assistente arbitrale, è toccato a lei, guardalinee, dirigere gli ultimi minuti della partita perché era la più anziana fra i quattro. Invidia e timore dei maschi? Beh, anche questa è un'altra tappa di avvicinamento.