È caduto pure l’alibi In casa Sampdoria ora tocca ai giocatori

(...) faccia e la firma, unici nel panorama della stampa. Una richiesta chiara e netta di esonero di Atzori da tecnico della Sampdoria era partita solo da queste colonne.
Questo lo dico a scanso di equivoci. E la pensavo esattamente allo stesso modo quando la Sampdoria racimolò un punto assolutamente immeritato contro il Sassuolo a cui l’arbitro negò un rigore grosso come una casa e anche quando vinse ad Ascoli con una partita classificabile indifferentemente come scippo o rapina ai danni dei derelitti marchigiani, che già hanno dieci punti di penalizzazione e non me meritavano di ulteriori.
Quindi, ribadisco: Atzori andava cacciato e non farlo quando l’avevamo chiesto, dopo la partita con il Cittadella - prima della Nocerina, non dopo come hanno fatto molti! - ha fatto perdere solo tempo prezioso. Soprattutto, si sono sopravvalutati risultati come la vittoria (meritatissima, peraltro) contro l’inguardabile Crotone, la peggior squadra vista a Genova, e il pareggio di Brescia. Che, ci è stato spiegato trionfalmente, «è stato ottenuto nonostante l’inferiorità numerica dopo l’espulsione di Soriano!», senza però aggiungere che il Brescia è la stessa squadra che ha racimolato un punto sui ventuno disponibili nelle ultime sette partite. E, ovviamente, quel punto è quello del pareggio con i blucerchiati.
Insomma, Atzori non ha attenuanti e il suo esonero è tardivo, ma giusto. Peraltro, dopo la migliore partita della Samp degli ultimi mesi, almeno a Marassi, in cui la squadra ha creato gioco ed occasioni e in cui il portiere vicentino Frison, che aveva fatto qualche apparizione in panchina nel Genoa, è stato nettamente il migliore in campo. Se avessi fatto le pagelle domenica, gli avrei dato dieci.
Ma, detto di Atzori e dato ad Atzori quello che è di Atzori (un voto oscillante fra il 3 e il 4 per i suoi mesi in blucerchiato, con eliminazione al secondo turno di Coppa Italia e un cammino in campionato che, in questo momento, pone il Doria addirittura fuori dai play off), ora va anche detto con estrema chiarezza che, venendo meno Atzori, crollano anche tutti gli alibi di chi ha pensato che tutte le colpe fossero di Atzori.
Mi spiego. Il fatto che in società anche ieri regnasse la confusione e che, nonostante l’esonero di Atzori non fosse l’appuntamento più imprevedibile dell’anno, si sia atteso a lungo prima di sapere qualcosa sul successore, è la prova che qualcosa non funziona. E tutti coloro che avevano scaricato ogni colpa su Duccio Garrone, oggi devono ricredersi, visto che oggi il numero uno operativo non è lui. Pasquale Sensibile - persona perbene, che se si candidasse a sindaco domani, prenderebbe almeno l’80 per cento dei consensi, con la sua dialettica e la sua capacità di aggredire i problemi con le parole - ha delle responsabilità (ammesse) per non essere riuscito a sfoltire una rosa pletorica di 30 giocatori, cinque dei quali prendono più di un milione di euro di ingaggio netto. Costituendo un monte ingaggi che, fra l’altro, non è lontanissimo da quello dello scorso anno, che era l’ottavo di tutta la serie A, ed è di gran lunga il più ricco fra quello di tutte le squadre della B.
Insomma, se giocatori strapagati giocano peggio di giocatori che guadagnano meno di un decimo di loro (secondo uno studio del Secolo XIX e dei suoi ottimi Giampiero Timossi e Claudio Paglieri, tutto il monte ingaggi della Nocerina ammonta a due milioni e mezzo di euro, uno di meno di quello del solo Palombo), la colpa di questo non è di Atzori.
Se lo stesso Palombo, che pure domenica è tornato su livelli decenti, non riesce ad approfittare di un errore clamoroso di Bastrini e tira male, fuori e senza capire che avanzando di qualche metro sarebbe stato tutto solo davanti alla porta e a portiere battuto, la colpa di questo non è di Atzori. Se Pozzi passa le partite con le braccia in alto reclamando rigori e falli inesistenti, anziché buttarla dentro, la colpa di questo non è di Atzori. E se Piovaccari, il peggiore di tutti, ogni volta che ha un’occasione la sciupa tragicamente, la colpa di questo non è di Atzori. Anzi, così, Piovaccari dà ragione ad Atzori che lo tiene fuori, preferendogli Foti e Fornaroli, che non sono Messi e David Villa.
Insomma, esonerato l’alibi, ora tocca a loro.