«La Caf non cancella l’accanimento»

In questo inferno del Genoa le incredibili vicende rossoblù pare non abbiano mai fine. Dopo la tragicomica sauna estiva si continuano ad alternare docce calde a quelle fredde, proprio come suggeriscono i medici agli sportivi per la cura della pressione. Un alternarsi di stati d'animo e di umori che mettono alla prova la tenuta cardiaca dei tifosi che seguono, sempre più increduli, quanto sta accadendo sul palcoscenico del calcio genovese. Ma quanti punti abbiamo? Quanti ce ne tolgono? Quanti ce ne ridanno? Questi sono gli interrogativi che si sentono avanzare tra la gente che prova a darsi delle spiegazioni, che tenta di capire e che oggi si riscopre ferratissima sui vari elementi del diritto, dopo che il Genoa ha dovuto attraversare le più disparate fasi procedurali e processuali. Si parla di appelli, ricorsi, giudici civili, clausole compromissorie e discipline sportive con la stessa disinvoltura con cui si beve un cappuccino e si riesce a disquisire in scioltezza su nozioni complicatissime fino a ieri incomprensibili o sconosciute. Il Genoa riesce a fare anche questo. Ma ogni giorno si cerca di imparare ancora qualcosa in più, in fretta per non rimanere indietro, perché la matassa si riesce ad ingarbugliare ad ogni passo e si rischia di dimenticare quanto appreso il giorno prima. Intanto si va allo stadio e ci si organizza per la prossima trasferta, a dimostrazione che con tre o sei punti, in meno o in più, in serie A o in serie C, il pubblico genoano è sempre lì, a fianco del Grifone.
La nuova sentenza della Caf sulla presunta violazione dell'ormai arcinota clausola compromissoria, pone un provvisorio riparo ad una palese ingiustizia che si era compiuta tra le «architettoniche» formule della giustizia sportiva e fa ben sperare sulla possibilità di affrontare un nuovo processo, auspicabilmente in un clima totalmente diverso e più sereno. Certo, questo è positivo ma, aldilà del facile entusiasmo per i punti restituiti che equivalgono ad una temporanea boccata d'ossigeno, il Genoa resta a dibattersi sui pesantissimi campi della serie C inseguendo «la speranza dell'altezza» e sarebbe quindi il caso di continuare a porsi alcune domande su quanto è successo, su come siamo stati trattati e sui reali motivi di un tale accanimento, ma soprattutto sarebbe doveroso e legittimo poter ricevere quelle risposte che ancora sfuggono. Senza conoscere tutto questo, visti i precedenti, meglio aspettare a farsi illusioni.
Presidente Genoa Fans Club
Provincia di Genova