Il caffè «made in Usa» viola la Città Proibita

da Pechino

Il «Caffè Latte» della Starbucks insidia il tè nella stessa Cina, dove la catena di ristorazione americana ha aperto dal 1999 a oggi cinquecento locali. Nel 2002 ne ha aperto però uno anche nella Città Proibita di Pechino. Proprio da questo locale sono sorti più guai che da tutti gli altri insieme. Rui Chengang, stella della tv cinese, ha ora lanciato una campagna perché non gli sia rinnovata la licenza.
Il contratto di locazione scadrà solo nel 2008, ma sono già cominciate trattative per spostare il locale fuori dalle mura, se non fuori - gli affari sono affari e gli Starbucks danno lavoro a cinesi - dalla Grande Muraglia. Alle pendici della quale si è tollerata - si fa notare in ambienti vicini alla catena - la presenza del Kentucky Fried Chicken...