Caffè da record Due baristi ne servono 623 in solo un’ora

È stereotipo assodato che Milano sia la capitale della fretta o, come l’ha ribattezzata qualcuno, la città delle due e mezza. Ma che un giorno dovesse tenere a battesimo il record del caffè più rapido del mondo, era difficile da immaginare. E invece è accaduto, protagonisti i due barman che proprio ieri si sono aggiudicati un inedito guinness sfornando 623 tazzine di espresso in un’ora, un caffè ogni sei secondi. Record ratificato dalla giuria del prestigioso trofeo londinese che aveva imposto, come condizioni minime, un numero di 300 tazzine preparate con tutti i crismi. La coppia di candidati, il ventottenne nuorese Gianni Cocco e il venticinquenne ecuadoregno Danilo Torres, è riuscita a farne il doppio nonostante i giurati abbiano bocciato una settantina di tazzine: o perchè eccessivamente ristrette o perchè servite con qualche sbavatura di troppo. Ma precisione e velocità di polso sono state le armi vincenti dei due baristi che, per prepararsi alla prova, si sono sottoposti a quattro mesi di allenamenti tre volte alla settimana. Un compito certamente agevolato dal fatto di lavorare in un bar del centro di Milano, dove di caffè se ne sfornano a migliaia dopo la pausa pranzo e dove spesso le lancette dell’orologio impongono cronometrici trangugiamenti. Se fosse ancora vivo Eduardo De Filippo difficilmente potrebbe opporvi la sua teoria del celebre coppetiello di carta da mettere sul beccuccio della caffettiera napoletana per non far perdere l'aroma del primo caffè che esce e che deve avere il «color manto di monaco». Certo, nessuno usa davvero più l’obsoleta «napoletana», che è la perfetta antitesi del record di ieri. Ma sotto il Vesuvio anche un barista contemporaneo lascerebbe a Milano volentieri il testimone: da quelle parti il caffè, anche in piedi, è ancora una cosa seria...