Caffarella: arrestati altri due romeni Incastrati con il dna, erano già in cella

Sottoposti ad accertamenti con i campioni del dna trovati sugli abiti della vittima. Erano già detenuti: uno a Roma, uno a Trieste. Ricnosciuti dai ragazzi aggrediti. Gli investigatori sono risaliti ai due violentatori seguendo la pista delle rapine ai minorenni in luoghi isolati

Roma - Sono romeni. E questa volta il dna corrisponde. Due uomini di 18 e 27 anni sono stati arrestati per lo stupro della Caffarella. I due sono stati arrestati su ordine del Gip Guglielmo Muntoni. La prova a loro carico è il dna, risultato uguale a quello ricavato sui vestiti della ragazza di 14 anni vittima della violenza carnale. Sarebbero gli autori della violenza sessuale e dell’aggressione nei confronti del fidanzato. Avrebbero precedenti penali per rapina e altri reati. I due fermati sono stati sottoposti ad accertamenti comprese le comparazioni con i test del dna estrapolato dai reperti trovati sulla ragazzina di 14 anni violentata e sulla scena del crimine. E i campioni corrispondono. Inoltre i due romeni sono stati riconosciuti dalle vittime.

Detenuti I due romeni arrestati erano già detenuti, uno a Roma e l’altro a Trieste, per rapine compiute in zone isolate e parchi. Nel corso delle indagini sullo stupro avvenuto il 14 febbraio scorso gli investigatori fecero un monitoraggio e stilarono una lista dei frequentatori di parchi e zone isolate nella Capitale protagonisti di furti e rapine. Da questa attività sono risaliti a uno dei due romeni il cui profilo genetico corrisponde ad uno di quelli isolati sui reperti. Indagando sulle frequentazioni di questa persona gli investigatori sono risaliti al secondo romeno, ora detenuto a Trieste, e anche in questo caso il test genetico è risultato compatibile. Il romeno di 18 anni è autore di una rapina il giorno dopo la violenza sessuale in un parco sempre nel quartiere Appio. Proprio per questo il giovane, conosciuto come "il moro", è stato fermato il 18 marzo. La rapina avvenne il 15 febbraio scorso nel parco di via Lemonia. L’altro fermato si trovava in cella nel carcere di Trieste perché accusato di ricettazione.

Interrogatori tra cinque giorni L’interrogatorio di convalida dei due arresti dei romeni accusati dello stupro della Caffarella, sarà fatto dal gip Guglielmo Muntoni entro cinque giorni da oggi. È stato il gip Muntoni a firmare le ordinanze di custodia cautelare in carcere per i due romeni su richiesta del pm della procura della Repubblica Vincenzo Barba.

Dallo stesso paese Il capo della mobile romana, Vittorio Rizzi, ha confermato che per lo stupro di San Valentino della Caffarella la procura di Roma ha notificato due provvedimenti di custodia cautelare in carcere ai danni di altri due cittadini romeni. Si tratta di A.I., da poco 18enne, e di G.O., 27enne, entrambi originari della città di Calarasi, in Romania, e entrambi ospitati negli ultimi mesi a Roma in un padiglione della Vecchia Fiera.

La vicenda Per lo stupro della Caffarella furono arrestati lo scorso 18 febbraio con l’accusa di violenza sessuale e rapina due cittadini romeni, Alexandru Isztoika Loyos e Karol Racz. Il tribunale del riesame il 10 marzo ha annullato però l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei due romeni che comunque sono ancora in carcere con altre accuse: Loyos per calunnia e autocalunnia (per gli inquirenti si sarebbe autoaccusato per coprire i veri responsabili dello stupro) e Racz per un’altra violenza, quella ai danni di una donna di 40 anni avvenuta nel quartiere periferico di Roma di Primavalle. Nei giorni scorsi, dopo una pesante battuta d’arresto nelle indagini, la questura aveva avviato accertamento sui ricettatori che avrebbero venduto i due telefonini della ragazzina violentata e del fidanzato.