Caffarella, coro unanime: per i colpevoli adesso ci vogliono condanne esemplari Alemanno: «Gli stupri stanno diventando la prima emergenza nelle aree metropolitane» Giro: complimenti ai nervi saldi delle forze dell’ordine. Zingaretti: no a campagne d’

«Un vivo apprezzamento al questore di Roma, a tutti i dirigenti della questura e della Squadra mobile per l’arresto dei due stupratori della Caffarella». La notizia della soluzione del giallo, con certezze a prova di Dna, ha provocato un coro unanime tra amministratori e politici locali. La prima dichiarazione, anche in ordine di tempo, è stata quella del sindaco Gianni Alemanno. «Questo risultato - ha sottolineato il primo cittadino - dimostra quanto infondata fosse la campagna di denigrazione che è stata costruita sui dirigenti della questura di Roma, professionisti validissimi, che stanno riuscendo a risolvere uno dopo l’altro tutti i più difficili casi di criminalità avvenuti nella nostra città». «Il Comune - ha ricordato Alemanno - ha collaborato strettamente con la polizia in tutta l’inchiesta. Adesso ci auguriamo che, una volta confermati i risultati di un’indagine, giungano pene esemplari e che non si ripetano incomprensibili atti di clemenza come quelli che hanno portato lo stupratore di Capodanno a tornare in libertà. Le violenze sessuali stanno diventando la prima emergenza di ordine pubblico in tutte le aree metropolitane. Perciò è necessario rispondere a questo pericolo con la massima determinazione, con la certezza della pena e con segnali esemplari. Intanto noi oggi siamo felici di poter applaudire i risultati raggiunti».
«L’arresto dei due romeni ritenuti responsabili della violenza sessuale al parco della Caffarella, già detenuti per altri reati - ha detto, dal canto suo, il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro - è l’epilogo di una vicenda complicata ma andata a buon fine che naturalmente avrà tutte le verifiche che il caso richiede. Come cittadino e parlamentare romano voglio esprimere il mio plauso alle forze dell’ordine e ai loro dirigenti, alla magistratura e alle autorità cittadine che hanno affrontato questa vicenda con grande serietà e tenendo i nervi ben saldi». «Voglio complimentarmi con le forze dell’ordine che sono riuscite ad individuare i due romeni ritenuti responsabili della violenza nel parco della Caffarella. Una vicenda che ha colpito l’opinione pubblica - ha fatto notare Dario Rossin, capogruppo Pdl in Consiglio comunale - e sull’esito della quale mi preme sottolineare l’alta professionalità espressa in una indagine delicata e che ha visto impiegare tecniche complesse ma, soprattutto, trionfare l’esperienza investigativa che ha permesso di risalire all’identità dei due responsabili».
Anche l’assessore alle Politiche sociali del Comune, Sveva Belviso, si è congratulata con la squadra mobile. «L’attenzione posta dall’amministrazione comunale al centro di accoglienza temporanea allestito all’ex Fiera di Roma ha reso possibile una più semplice individuazione delle persone accusate dello stupro - ha aggiunto Belviso - I gestori della struttura, infatti, il 22 gennaio scorso, su richiesta del Comune, avevano consegnato alla Questura l’elenco delle persone ospitate nel centro per consentire le consuete operazioni di verifica. Tra i nominativi consegnati erano presenti anche quelli dei ragazzi accusati dello stupro».
Il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, infine, dopo essersi complimentato con il questore e la Squadra mobile, ha detto che «indagini così delicate richiedono tempo, che non si deve cadere nella tentazione di criminalizzare chi è solo indagato prima di aver accertato le responsabilità dei presunti colpevoli. Le campagne di odio non fanno altro che alimentare la violenza e creare tensioni finendo inevitabilmente con il complicare il lavoro degli inquirenti».