Caffarella, uno dei romeni nega tutto: "Io non c'ero"

Il 36enne Racz interrogato: &quot;Ero a casa con alcuni amici&quot;. Il 20enne Loyos era stato fermato tre volte in 14 giorni: ecco <strong><a href="/a.pic1?ID=330162">il documento del prefetto</a></strong> che lo espelle perché &quot;incompatibile con la sicura convivenza&quot;. Ma il giudice: <strong><a href="/a.pic1?ID=330163">&quot;Può restare qui&quot;</a></strong>

Roma - "Queste cose non le faccio, per carità non le ho mai fatte". Ha negato tutto Karol Racz, il romeno di 36 anni accusato di essere uno dei due stupratori della ragazzina di 14 anni nel parco romano della Caffarella e sul quale pende anche il sospetto di essere anche l’aggressore di Primavalle. L’uomo è stato sentito nel pomeriggio per circa un’ora nel carcere di Regina Coeli dal pm Vincenzo Barba e ha fornito un’alibi che ora è al vaglio degli inquirenti.

L'interrogatorio Racz, assistito dall’avvocato Lorenzo La Marca, ha sostenuto che sabato sera, al momento dell’aggressione al parco della Caffarella, si trovava con alcuni amici "a casa" ossia nel campo di Torrevecchia. Il pm Barba, che domani chiederà la convalida del fermo - gli interrogatori dei due romeni si svolgeranno sempre domani alla presenza del gip Valerio Savio - ha chiesto a Racz come mai Alexandru Loyos Isztoyca lo ha accusato di aver partecipato alla stupro e se avessero litigato. Ma Racs ha spiegato al pm di essere in buoni rapporti con lui e di non capire perché ha fatto il suo nome alla polizia. Il romeno ha spiegato di essere andato poi a Livorno perché aveva un amico che gli aveva promesso un lavoro.