Caffarella, i pm: "C'è un nuovo testimone"

Chiusa l'udienza del riesame. Il pm chiede la conferma del carcere: "Se non sono stati loro hanno fatto il palo". Poi presenta nuove prove: una persona ha visto Racz e Loyos nel parco quella sera

Roma - Spunta un nuovo testimone che avrebbe riconosciuto Alexandru Istoika Loyos e Karol Racz al parco della Caffarella la sera di San Valentino. La novità è emersa durante l'udienza del tribunale del riesame di Roma. La corte si è riservata di decidere sull’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti dei due romeni, accusati di avere violentato una ragazza il giorno di San Valentino a Roma nel parco della Caffarella. Il pm Vincenzo Barba ha rinnovato ai giudici della Libertà le ragioni della custodia cautelare. Il magistrato ha spiegato, uscendo dall’aula: "In prima istanza come autori materiali del fatto, in subordine come concorrenti morali". Quindi, secondo l'accusa, di sicuro erano presenti sul posto.

Nuovo testimone C’è un testimone nell’inchiesta sullo stupro della 15 anni a San Valentino. Un uomo ha dichiarato di aver visto nel parco del quartiere Appio-Latino Loyos e Racz il 14 febbraio alle 17,30, mentre la violenza sessuale è avvenuta alle 18. Il testimone, un medico che stava facendo jogging da quelle parti, ha riferito la circostanza dopo essere stato sentito nell’ambito di un altro procedimento giudiziario. Avrebbe risonsciuto Racz dalla mancanza degli incisivi.

Il pm: "Restino in carcere" "Ho chiesto al tribunale del riesame la conferma dell’ordinanza di custodia cautelare. Sia, in prima istanza, perché ritengo Loyos e Racz responsabili del fatto. In subordine ho chiesto ai giudici di riqualificare la posizione dei due indagati, affinché la loro posizione venga definita come quella dei concorrenti morali". Alla richiesta di spiegazione da parte dei cronisti, il magistrato ha spiegato: "Ci potrebbe essere, per loro, l’ipotesi di un concorso morale in una violenza di gruppo". Racz e Loyos sono accusati di violenza sessuale e rapina. "In ogni caso è rispettata l’impostazione iniziale". Il pm Barba ha poi sottolineato: "La relazione sulle tracce del dna è preliminare. L’ottimo lavoro della polizia scientifica e del consulente dovrà essere supportato dal rapporto conclusivo, che dovrà spiegare". I due romeni in carcere c’erano? "Loro c’erano quel pomeriggio. Sono convinto che ci fossero. Anche se hanno fatto da palo, hanno almeno assistito".

La vicenda Loyos fu arrestato il 17 febbraio scorso, tre giorni dopo la violenza sessuale e dopo aver confessato e chiamato in causa il connazionale Racz, ritrattò. Racz, che ha sempre negato gli addebiti, fu invece fermato in un campo nomadi a Livorno. A favore dei due indagati ci sono le risultanze dei test del dna eseguiti sui reperti raccolti nel luogo in cui è avvenuto lo stupro e sui tamponi della ragazzina.

Nuovi atti La procura ha depositato questa mattina al tribunale del riesame nuovi atti nell’ambito dell’indagine sullo stupro al parco della Caffarella. Il pm Vincenzo Barba ha depositato sabato scorso intercettazioni ambientali fatte dalla polizia il 4 marzo nei locali della questura che riguarderebbero colloqui tra cinque persone, sembra testimoni a favore di Karol Racz. L’udienza del riesame che deve decidere sulla scarcerazione di Racz e di Alexandru Isztoika Loyos comincerà verso le 12,30 proprio per consentire ai difensori dei due romeni di prendere visione dei nuovi atti depositati.

Il difensore di Racz Il romeno non sente dall’orecchio sinistro e per questo va ricoverato in ospedale. È questo il contenuto dell’istanza presentata al gip Valerio Savio dal difensore di uno degli indagati per lo stupro della Caffarella. L’avvocato Lorenzo La Marca ha spiegato che il suo assistito ha perso anche del sangue dall’apparato auricolare sinistro e che quindi va portato in una struttura specializzata in otorinolaringoiatria. Quale che sia la decisione dei giudici del riesame il "pugile" non uscirà dal carcere, visto che nei giorni scorsi è stato destinatario di una seconda ordinanza di custodia cautelare per la violenza sessuale avvenuta a Primavalle nel gennaio scorso. Per Loyos, invece, il pm chiederà la conferma della misura cautelare, vista anche la confessione, poi ritrattata, da parte del "biondino".