Caffarella, Loyos resterà in carcere "Forse era il palo"

Il gip Filippo Steidl non ha
convalidato il fermo per Alexandru Isztoika Loyos, il romeno
accusato dello stupro al parco della Caffarella per il reato di
calunnia nei confronti di Karol Racz. Disposto il carcere per il romeno
per l’accusa di calunnia nei confronti della polizia romena<br />

Roma - Il gip Filippo Steidl non ha convalidato il fermo per Alexandru Isztoika Loyos, il romeno accusato dello stupro al parco della Caffarella per il reato di calunnia nei confronti di Karol Racz, l’altro indagato per questa vicenda. Il gip ha però disposto il carcere per il romeno per l’accusa di calunnia nei confronti della polizia romena.

La decisione del gip Alexandru Isztoika Loyos resta in carcere anche se il fermo per calunnia nei confronti del suo connazionale Karol Racz disposto dalla Procura di Roma non è stato convalidato. Il gip Filippo Steidl all’esito dell’interrogatorio di convalida, a Regina Coeli, ha emesso una ordinanza di custodia cautelare ritenendo che ricorrono i gravi indizi di reato per quanto dichiarato dallo stesso Loyos nei confronti della polizia romena riguardo alle presunte torture subite il giorno in cui è stato arrestato e portato in Questura. Il pm Vincenzo Barba ha spiegato: "Il giudice non ha ritenuto superata l’ipotesi che vede i due indagati per lo stupro e la rapina avvenuta alla Caffarella. Secondo quanto afferma nell’ordinanza non ci sono elementi per ritenere che i due siano completamente estranei a quanto avvenuto". Nei confronti di Isztoika Loyos è stata emessa una ordinanza di custodia cautelare perché ricorrono i presupposti secondo il gip di gravi indizi di reato e del pericolo di fuga. Il pm Barba ha spiegato: "La scelta del giudice fa ritenere che vi è una situazione non ancora cristallizzata, non ancora definita, che non esclude il coinvolgimento di Racz e Loyos in quanto avvenuto alla Caffarella". Quindi in questo senso non si può escludere che nelle sue dichiarazioni Loyos abbia calunniato il connazionale.

Un ruolo nello stupro "Il quadro non presenta la necessaria chiarezza non potendosi escludere la loro partecipazione al fatto con diverso ruolo rispetto a quello descritto che consentirebbe di spiegare l’approfondita conoscenza mostrata in ordine alla dinamica del fatto", si legge poi nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip. Per il magistrato, in sostanza, non può essere ancora completamente escluso il coinvolgimento di Loyos e del connazionale Karol Racz, forse con il ruolo di "pali" o comunque di favoreggiatori. "Ritenuto quindi - si legge nel provvedimento di quattro pagine - che, pur alla luce del risultato dell’indagine condotta, comparando il profilo genetico degli indagati con quello dei due individui di sesso maschile riscontrato sui mozziconi di sigaretta e sui tamponi prelevati alla vittima (che ha escluso la presenza del profilo genetico degli indagati su detti reperti), il quadro non presenta la necessaria chiarezza e non consente di assegnare all’ipotesi della totale falsità delle dichiarazioni la valenza indiziaria necessaria a giustificare la sollecitata adozione del provvedimento di convalida del fermo".