Caffarella Tutti cercano Racz Anche lo chef La Mantia

NUOVA VITA Il cuoco gli garantisce un posto nel ristorante che sta per aprire all’interno dell’hotel Majestic Le trasmissioni tv se lo contendono

Ora davvero Karol Racz penserà che ne è valsa la pena. È stato 35 giorni in carcere, certo, con l’accusa più infamante, quella di stupro, proprio lui che da giovane voleva diventare monaco. Ma ora le trasmissioni televisive se lo contendono, a suon di denaro. E il processo di beatificazione collettiva avviato con la sua scarcerazione ha già dato i primi frutti. Dopo la sua partecipazione a Porta a Porta, sono arrivate al romeno scagionato dall’accusa di essere uno dei violentatori della Caffarella diverse offerte di lavoro. Altro che Romania, dove diceva di voler tornare mentre era in carcere, l’America è qui. Si è fatto avanti addirittura il notissimo chef Filippo La Mantia, per un posto nel ristorante che sta per aprire all’interno dell’hotel Majestic, in via Veneto. Palermitano, anche La Mantia ha una storia di mala giustizia alle spalle che lo portò in carcere. Ha dovuto combattere contro le false dichiarazioni di un pentito di mafia che lo accusò di essere coinvolto nell’omicidio di Ninni Cassarà (era stato affittuario di un appartamemnto che venne usato dal killer del vicequestore ucciso). «Ho intenzione di mettermi a disposizione di questa persona - spiega lo chef - ma prima devo parlare con tutta una serie di persone. E poi voglio parlare con lui, lo voglio incontrare, sentire i suoi desideri. Certo, avere in comune un arresto ingiusto ha pesato in questa decisione. Mi farebbe davvero molto piacere dargli questa possibilità».
Offerte di lavoro sono arrivate anche dal presidente di «Coop 29 giugno» Salvatore Buzzi per un lavoro nell’ambito della manutenzione del verde che la cooprativa svolge per conto del Comune di Roma e da Giuseppe Muzi, titolare di un’azienda agricola a Tocco Casauria (Pe), come bracciante agricolo.