Via Caffaro contro i parcheggi

Altri parcheggi in via Caffaro. E ancora proteste. Adesso, a mettere in allarme i residenti della zona, c'è un vecchio progetto di un silos pronto a essere costruito al posto della palazzina Liberty, di proprietà della scuola germanica. Tutto l'iter è cominciato nel 2003, e dopo sei passaggi in commissione urbanistica in Comune, la patata bollente è recentemente rimbalzata in Circoscrizione. «A Tursi - sostengono i residenti - erano troppo forti le divergenze tra la Giunta “interventista” e il Consiglio con una maggioranza trasversale contraria all'iniziativa». Nel mini parlamentino Centro-Est invece, dopo alcuni rinvii, finalmente si è arrivati al voto. Progetto approvato con le sue recenti varianti: maggioranza di centrosinistra favorevole (fanno eccezione i due consiglieri dei verdi e il capogruppo di rifondazione Bonora) e opposizione contraria (un sì arriva dal consigliere Agostini di Forza Italia).
«Ora con questo voto non sappiamo bene cosa potrà accadere - spiega un allarmato Franco Torello, docente presso la facoltà di ingegneria e uno dei leader della protesta - la questione dovrebbe tornare in Comune, ma temiamo addirittura un possibile inizio dei lavori». È chiaro però, che la situazione chiara non è. Per costruire il silos infatti, non bastano le normali procedure, ma servono deroghe ad hoc. Il progetto prevede parcheggi né pertinenziali né interrati, bensì una struttura in sopraelevazione che raddoppierebbe la volumetria dell'attuale edificio. Inoltre questo avverrebbe in una zona cittadina considerata fino ad oggi «storica e di pregio» che vedrebbe così un silos in sopraelevazione - sempre secondo il progetto - distante appena dieci metri dai prospetti di altri storici palazzi di via Caffaro. Per far questo serve addirittura una deroga al Piano regolatore. «Le anomalie sono tante - continua Torello - e tra queste c'è il fatto che la Soprintendenza abbia comunicato un parere favorevole all'abbattimento della palazzina Liberty direttamente ai costruttori». E sui costruttori c'è chi ha da ridire: «Perché non si sono scelti grandi costruttori genovesi che sebbene a volte siano molto contestati perlomeno danno garanzie? E perché lo abbiamo scoperto dopo tre anni di discussioni?» si chiedono in molti. Il progetto spetterebbe allo studio genovese Lavarello, ma a far storcere il naso ai residenti è la presenza di una piccola società sarda, la Co.Ge.Park il cui ruolo, sostengono «non è ben definito».
«Fino a oggi non abbiamo ancora fatto protesta di piazza, ma sotto elezioni ci penseremo - spiega Torello -. Siamo circa 300 residenti contrari e tre condomini hanno già sottoscritto una delibera condominiale».