Cagliari e Roma pareggiano anche i pali

Andrea Frigo

da Cagliari

La Roma si sveglia tardi e quando capisce che può vincere la partita siamo in vista del 90'. Prima, per quasi tutta la gara, ci aveva provato il Cagliari, finalmente bello e pratico come l'anno scorso, ora anche senza Zola. Ha sofferto al Sant'Elia, la squadra di Spalletti, che alla fine porta via un punto che fa classifica e morale. Ma nulla più. Perché ai punti avrebbe meritato di vincere la squadra di Ballardini, trascinata da un Suazo in forma smagliante. E proprio quando l'onduregno ha dovuto lasciare il campo per infortunio (30' st) con Langella già sostituito, si è spenta la luce. I rossoblù, con il solo Esposito di punta, seppur supportato dal neoentrato Capone, hanno tirato i remi in barca: con poche energie, Ballardini ha optato per un 4-4-1-1 che ha invogliato la Roma ad attaccare, ma anche i giallorossi nel finale sono apparsi stanchi (gran caldo sotto un sole ancora estivo) e forse appagati.
A Spalletti, senza Montella, Mancini e Cassano, è mancato il cambio di ritmo o quell'invenzione che nel finale ti può dare un panchinaro di lusso e non certo l'ex di turno Alvarez, inserito per l'evanescente Aquilani. La cronaca registra più offensive cagliaritane, ma alla fine il risultato è pari anche nel conto dei pali: a quello colpito da Esposito al 41', su cross di Suazo, ha fatto seguito la traversa colpita da Perrotta, di testa, due minuti dopo l'intervallo.