Il Cagliari non infierisce e si «accontenta» di battere una Samp senza gioco

Sembra non avere più freni la crisi della Sampdoria. Sconfitta casalinga contro il Cagliari, che non ha rubato nulla, e terzo stop in una settimana. Ed i tifosi della tribuna non mancano di inveire contro il presidente Garrone ed il ds Tosi. Volano parole pesanti. Le Gradinate invece restano indifferenti. E la classifica comincia a farsi quanto meno preoccupante. Ma a onor di cronaca sulla sconfitta pesa l'errore grossolano del direttore di gara che non ha espulso il portiere rossoblù Agazzi che stende Biabany lanciato a rete ad inizio secondo tempo. Inutili le proteste di tutta la panchina. Eppure i doriani partono forte e più volte creano pericoli in area avversaria. Poi la doccia fredda. Nainggolan prende palla e da oltre venti metri indovina la parabola giusta. Nella ripresa, episodio della mancata espulsione a parte, solo Biabany cerca il gol del pareggio. Che non arriva, mentre il Cagliari potrebbe dilagare e spreca occasioni. La crisi è aperta.
CURCI 6.5: Salva su Lazzari ad inizio ripresa tenendo a galla i suoi. Suo il lancio al bacio per Biabany nell'azione che ha fatto tanto infuriare il mister ed i suoi compagni per la non espulsione di Agazzi. Il dopo Storari ha trovato un degno sostituto.
ZAURI 4.5: Non indovina praticamente nulla. Forse la partita più brutta da quando gioca con i colori blucerchiati. Da una sua imprecisione in un rinvio nasce la rete del Cagliari.
VOLTA 5.5: Cerca sovente l'anticipo su Acquafresca riuscendoci anche spesso. Soffre però i fraseggi dei centrocampisti isolani al limite e nei contropiedi.
MARTINEZ 6: Arrivato lunedì, Di Carlo lo butta subito nella mischia. E l'ex bresciano dimostra innanzitutto temperamento e voglia di correre. Prestazione non perfetta però sono più le cose positive che quelle negative. E considerando che è arrivato per Accardi, no si può pretendere di più.
ZIEGLER 6: Molto bene nel primo tempo quando gestisce con autorità la fascia sinistra. Pericoloso nei calci piazzati. A differenza di altre prestazioni raramente trova il fondo per il traversone.
MANNINI 5: Fallisce due palle gol che gridano vendetta. Soprattutto la seconda quando da due passi calcia alta sopra la traversa. L'impegno e la corsa ci sono. Non la precisione nei traversoni. (Dal 17' s.t. MACHEDA 5: Difficile alla sua età entrare in questa situazione ed essere decisivo. Per lui solo un ammonizione e nient'altro).
PALOMBO 5: Conti e Biondini probabilmente non li dimenticherà presto. Schiacciato nella trappola non riesce nel solito filtro in cui è maestro. E in attacco non si vede mai. Mancano alla Samp le sue conclusioni da lontano. Nel finale passa la sfera a Koman, che però doveva ancora entrare in campo.
POLI 6: Rispetto al capitano blucerchiato non combina tanto di più. Però dinamismo e corsa ci sono e l'unico che rincorre (spesso senza successo) i numerosi centrocampisti schierati dal tecnico ospite Donandoni.
GUBERTI 5.5: Ci risiamo. O sarebbe meglio dire non è cambiato nulla. Tanto «fumo» con finte e contro finte, ma «l'arrosto» non è mai cotto. Peccato perché poi è l'unico giocatore in grado di saltare l'avversario sulla fascia e di mettere palloni invitanti al centro (Dal 38' s.t Koman s.v.).
BIABIANY 6: Le sue doti ed i suoi difetti si conoscevano già. Molte le imprecisioni. Sue le uniche fiammate in avanti e poi se l'arbitro avesse decretato l'espulsione di Agazzi avrebbe inciso nel match.
MACCARONE 5: La differenza tra gli attaccanti, certo che la fanno i gol, ma pure i piccoli dettagli. Lo stop del pallone. I movimenti. Il fiuto in area. L'impegno di Big-Mac è da elogiare. Pazzini però è su un altro pianeta. (Dal 27' s.t DESSENA 6: E cosa poteva fare?).
DI CARLO 5: Rischia l'esonero? Non è nello stile di casa Sampdoria, ma mai dire mai. Il mercato invernale non l'ha di certo agevolato, nonostante questo la squadra non sembra ritrovarsi. Scarseggiano idee e gioco.
PERUZZO 4: Mai credere nella malafede dell'arbitro, ma il giallo, e non il rosso ad Agazzi, è davvero inspiegabile. Sono queste le decisioni che alimentano (giustamente in questo caso) i sospetti dei tifosi.