Cai diventa spa In consiglio solo tre persone

Sgomberiamo subito il campo da un possibile equivoco: l’Andrea Guerra nominato ieri consigliere di amministrazione della neonata Cai-Compagnia aerea italiana spa, non è l’amministratore delegato di Luxottica, di cui è omonimo. È uno degli avvocati dello studio legale Pavesi Gitti Verzoni, uno degli advisor dell’operazione. Le cariche operative sono state affidate senza sorprese: Roberto Colaninno presidente, Rocco Sabelli amministratore delegato; il cda è composto di queste tre persone.
L’occasione ha visto raccolti numerosi soci (tra i quali lo stesso Colaninno, Marcellino Gavio, Fausto Marchionni per il gruppo Ligresti, Emilio Riva, Salvatore Mancuso di Equinox), insieme all’ad di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, al responsabile corporate Gaetano Miccichè, al consulente di Palazzo Chigi Bruno Ermolli.
L’assemblea, oltre a indicare i vertici, ha dato il via libera formale alle due proposte d’acquisto preliminari all’attività della società: quella su una parte degli asset di Alitalia, presentata lunedì al commissario straordinario Augusto Fantozzi; e quella, messa a punto nei giorni scorsi, presentata a Carlo Toto per l’acquisto dell’intera Ap Holding, la controllante di Air One. Nella nota diffusa al termine dell’assemblea è stato specificato che, alla data dell’acquisto, la holding deterrà l’intero capitale della compagnia aerea, mentre oggi il suo controllo, pur schiacciante, si ferma al 99,7 per cento. Cai acquisterà l’azienda Air One, compresi gli attuali 57 aerei: 20 Airbus 320, 10 Bombardier Crj, 28 Boeing 737 già in via di sostituzione. Fuori dal perimetro dovrebbe rimanere l’attività svolta con due aerei executive, certamente incoerente con quella di Alitalia. Ordini e opzioni per i nuovi aerei resteranno nelle mani di Carlo Toto, nella capogruppo di tutte le sue attività: si tratta di 70 Airbus 320, 12 330, 12 350, attesi nell’arco di alcuni anni. Toto li affitterà alla nuova compagnia.