CAIMANI, IPPOPOTAMI E PREMIATI

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La Regione Liguria e la fondazione Colombo hanno deciso di premiare, fra i liguri che si sono distinti lo scorso anno, Federica Pontremoli. E allora? Dov'è la notizia? La notizia è che Federica Pontremoli, genovese, nipote dell'ex rettore dell'Università, è la sceneggiatrice del Caimano, il film di Nanni Moretti che ha scandalizzato molti che ci hanno letto furore antiberlusconiano e, a Genova, è stato visto da molti, proprio per quel furore antiberlusconiano. Il giorno che quel premio è stato deciso, in giuria - oltre a Mario Bozzi Sentieri, presidente della Fondazione Colombo che è un uomo della destra sociale di An, difficilmente sospettabile di essere un agente delle sinistre, e al direttore della sede Rai ligure Victor Balestreri, moderato in servizio permanente effettivo - c'erano anche gli assessori alla cultura della Regione Liguria e del Comune di Genova Fabio Morchio e Luca Borzani. Morchio è un socialista della Rosa nel Pugno, non un ultrà. A suo modo un liberale, libertario e libertino. Forse anche liberista, se il suo collega di giunta professor Pittaluga gli fa le lezioni che Burlando non ha ancora appreso. Borzani è un diessino nato rivoluzionario e ora diventato borghese e istituzionale, assessore alla Cultura che riesce a coniugare bilanci e qualità. Un buon assessore. Anche se ha perso la sua carica rivoluzionaria e, ad esempio, non ha trovato le parole per spiegare come mai Genova è matrigna con Ivano Fossati, dimenticandolo regolarmente. Salvo poi premiare, ad ogni premiazione possibile immaginabile, sempre i soliti noti. Eppure, anche Morchio e Borzani - che pure, a volte, in queste premiazioni propongono dei nomi di vecchi signori, madonne pellegrine delle vulgate resistenziali - non c'entrano. Non sono stati loro a proporre (...)di premiare la sceneggiatrice del Caimano.
Come lo so? Ero in giuria. E non mi sono opposto? No, tutt’altro: Federica Pontremoli l’ho proposta io. Questa è un’autodenuncia bella e buona.
Non sono improvvisamente impazzito. Cerco di spiegare i motivi della mia scelta. Innanzitutto, Federica è genovese, giovane e donna, tre caratteristiche già particolari per una persona che ha successo nel lavoro che fa. E quindi meritevoli di essere premiate. In secondo luogo, credo che Il Caimano non sia assolutamente un film antiberlusconiano: la lettura sta tutta negli occhi di chi lo vede. Gianni Baget Bozzo, ad esempio, ha firmato secondo me l’analisi più lucida del film di Moretti, esaltandolo. E, certo, don Gianni non è il prototipo dell’antiberlusconiano.
Infine, al di là delle letture politiche, Il Caimano è un gran bel film. A tratti, un capolavoro. Come hanno anche testimoniato proprio su queste pagine Stenio Solinas e Maurizio Cabona. Credo, anzi, come spesso succede a Moretti, che appena esce dal racconto di storie politiche ed entra nelle storie umane, firma le pagine più belle. Era così in La messa è finita; era così in Caro diario; era così nel racconto della paternità in Aprile; era così, ovviamente, ne La stanza del figlio. Ed è così nel Caimano: il racconto del matrimonio fra Margherita Buy e Silvio Orlando che va in pezzi; il riavvicinamento; l’amore; il rapporto con i due figli...Tutto questo è poesia. Dove Berlusconi c’entra come i cavoli a merenda. E chi ha firmato la sceneggiatura di un simile capolavoro di racconto dei sentimenti meritava di essere premiato.
Infine, ho proposto Federica Pontremoli perchè ho un sogno. Chi sa raccontare così bene l’Italia di Berlusconi, dovrebbe essere bravissimo anche nel raccontare l’Italia di Prodi. E sogno che Federica possa firmare un altro film morettiano, stavolta sul Professore, l’«uomo nuovo» che negli anni Settanta era ministro di un governo Andreotti, che ha guidato l’Iri e i piattini spiritici e che ha fatto tutto quello che ha fatto Prodi. Se il Cav. è Il Caimano, il Prof. è L’Ippopotamo. Mi piacerebbe anche avere i diritti d’autore sul titolo. Spero che, un giorno, Federica si ricordi di me.