Cala la cassa integrazione (-17%)

Cala a gennaio il ricorso alla cassa integrazione. L’Osservatorio della Cisl ha calcolato nel primo mese dell’anno una riduzione del 17% delle ore autorizzate rispetto al dicembre 2009. Le ore previste di cassa integrazione scendono, così, da 101,8 a 84,5 milioni. La contrazione è più accentuata per la cig ordinaria (-20,78%), in calo da settembre, ma è comunque significativa anche per la cassa straordinaria (-14,83%). «Sono dati incoraggianti, in particolare per il ridursi della pressione sulla cassa straordinaria - precisa il segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini -; è tuttavia prematuro interpretarli come segnale di tendenza, potrebbe trattarsi di una frenata temporanea». Di rilievo anche i dati di bilancio della cassa integrazione per l’intero 2009. Rispetto a 918 milioni di ore di cig autorizzate, le aziende italiane ne hanno utilizzate solo il 56%, contro il 73% del 2008.
I dati - spiega il sindacato - confermano una riduzione generalizzata delle ore di cassa, sia tra gli operai che tra gli impiegati. Il calo è comune a tutte le aree del Paese, anche se meno forte al Sud e nelle Isole. Il settore meccanico, pur rimanendo il maggiore utilizzatore, continua a mostrare una riduzione nell’utilizzo della cassa ordinaria. Tra dicembre e gennaio le ore autorizzate calano di un consistente 24%, stabili quelle della cig. Anche le domande di disoccupazione e, soprattutto, quelle di mobilità (ma i dati sono relativi a dicembre) mostrano una riduzione rispetto a un anno fa. Su base mensile le domande di disoccupazione si riducono tra novembre e dicembre, mentre quelle di mobilità sono in aumento. Ma entrambe nel 2009 hanno avuto un andamento altalenante e, secondo l’Osservatorio, «per ora non si possono trarre da questi andamenti indicazioni significative».
I dati Istat sul lavoro relativi a dicembre, anche se si tratta di stime provvisorie, confermano le difficoltà dell’occupazione nel 2009, soprattutto per i giovani, il cui tasso di disoccupazione è salito in 12 mesi di 3 punti percentuali, giungendo al 26,2%, mentre il tasso di disoccupazione complessivo è all’8,5%, benché pur sempre inferiore alla media Ue, pari al 10 per cento.