Cala il sipario sul Filodrammatici

Trentasette anni ininterrotti di spettacoli, 40mila spettatori annuali, venti collaboratori fissi e almeno un centinaio di attori: tutto questo è la Compagnia Stabile del Teatro Filodrammatici. Una compagnia gloriosa, seconda per anzianità solamente a quella del Piccolo Teatro, ma sulla quale, dal prossimo mese di maggio, incombe la possibilità che il sipario possa definitivamente calare. Motivo del contendere, la concessione d’uso del teatro Filodrammatici da parte dell’omonima Accademia, proprietaria delle mura, alla Compagnia Stabile che vi opera da più di trentacinque anni. «In tutti questi anni - spiega Emilio Russo, presidente della Compagnia - il rinnovamento della concessione gratuita dell’uso delle mura del teatro non è mai stato un problema. Ora, invece, è giunta questa decisione improvvisa e unilaterale che ci desta particolare preoccupazione». Un colpo basso, dunque, per la Compagnia di via Filodrammatici, che non intende piegarsi ai voleri dell’Accademia. «Abbiamo dato mandato ai nostri avvocati di intentare una causa davanti al tribunale civile - continua Russo -. La storia della Compagnia urla a nostro favore. In caso di un responso negativo dal tribunale, non ci abbatteremo, ma chiederemo di certo un aiuto al Comune». E sull’Associazione sembra piovere sul bagnato, visto che l’infausta notizia giunge in un momento alquanto critico della stagione. «Siamo in piena definizione degli spettacoli per il 2007. È impossibile programmare delle rappresentazioni teatrali in questa situazione di instabilità e incertezza». Di tutt’altro tenore la risposta dell’Accademia Filodrammatici, proprietaria del teatro. «Non vedo il motivo di tanta preoccupazione - il commento del presidente Antonio Sormani di Missaglia -. Li abbiamo avvisati con quasi un anno di anticipo sia verbalmente che per iscritto, anche se non eravamo tenuti a farlo». Il motivo della fine dei rapporti, nasce dal fatto che secondo l’Accademia sia giunto il momento di donare al teatro una sferzata di novità, cambiamento ed innovazione. «Abbiamo intenzione di dare in gestione lo spazio a una cooperativa o associazione di ex allievi - continua Sormani - esattamente come abbiamo fatto più di trentacinque anni fa con la Compagnia Stabile del Teatro Filodrammatici».