Calabrò: "Via la politica dalla Rai. Banda larga? Indietro"

Per il Garante la legge deve chiarire una volta per tutte l'indipendenza di viale Mazzini dalla politica. Sui telefoni: "I prezzi sono scesi del 18%. Questo ha contribuito al contenimento dell'inflazione". Ma resta il problema della banda larga su internet: "Non c'è alternativa alla rete di accesso in rame di Telecom"

Roma - Corrado Calabrò l'ha detto più volte ma continua a ripeterlo: il nuovo ddl del ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni "chiarisca finalmente l’indipendenza della Rai dalla politica, nel solco dei criteri dettati dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale". Il presidente dell'Autorità per le telecomunicazioni auspica inoltre che il ddl Rai "individui un modello di governance della società che realizzi una netta separazione tra le attività di servizio pubblico e le attività commerciali, secondo gli indirizzi comunitari".

Sky supera gli introiti del canone Rai "Nella vendita dei contenuti a pagamento, Sky detiene il 91% raggiungendo e superando gli introiti del canone Rai (circa 2 miliardi di euro contro i circa 1,5 miliardi del canone pubblico)". "Complessivamente la quota della presenza di Rai e Mediaset nel settore televisivo è stata pari, nel 2006, rispettivamente al 34% e al 29%, mentre Sky - dice Calabrò - è arrivata a pesare per il 28% dei ricavi totali del settore".

Pubblicità: la fetta più grande alla tv La televisione assorbe ancora gran parte della pubblicità. "I mercati televisivi sono infatti ancora caratterizzati da una concentrazione elevata. Nel 2006, nella raccolta pubblicitaria televisiva la quota dei primi due gruppi, Mediaset (55%) e Rai (29%), è stata ancora pari all’84%". "Il peso della pubblicità televisiva rispetto al totale della torta pubblicitaria in Italia è tuttora preponderante -continua Calabrò- corrisponde al 53%, mentre la carta stampata assorbe il 32%. Sebbene nei primi cinque mesi di quest’anno si sia registrato un lieve calo per le Tv (-2,7%) e un certo incremento per la stampa quotidiana (-3,6%), il rapporto tra stampa e televisione, nel nostro Paese, rimane squilibrato rispetto agli altri Paesi europei".

Indietro sulla banda larga Con il 14,5% di diffusione della larga banda l’Italia è molto indietro. Non solo rispetto ai paesi del G7 dove l’Italia è l’ultima, ma anche rispetto all’Europa a 15 e persino dell’Europa a 27. "L’attuale situazione risente della presenza di ostacoli strutturali dal lato della domanda - prosegue Calabrò- ma anche di una anomalia italiana derivante dalla quasi completa assenza di infrastrutture alternative alla rete di accesso in rame di Telecom". "Ciò ha come ulteriore risvolto che - prosegue- a differenza di altri paesi, la quota del mercato al dettaglio di Telecom italia nella banda larga rimane ben oltre il 50% e che i prezzi delle offerte sono distanti dalle migliori pratiche europee. La prossima approvazione da parte dell’Autorità dell’offerta bitstream - conclude - apporterà, già nel breve periodo, un miglioramento a questa situazione".

 

Telefoni, risparmi per due miliardi di euro Grazie al taglio delle tariffe, i consumatori risparmieranno quest’anno 2 miliardi di euro. La stima è di Calabrò. "In conseguenza dell’azione regolatoria dell’Autorità - ha sottolineato Calabrò nella sua Relazione annuale - dal momento della sua entrata in funzione alla fine del 2006, i prezzi dei servizi di telecomunicazione sono scesi del 18%, a fronte di un aumento di oltre il 20% dell’inflazione: al contenimento di questa quindi - caso unico tra i settori oggetto di regolamentazione - le telecomunicazioni hanno dato un significativo contributo. Nel primo semestre del 2007 le tariffe, anche a seguito di interventi legislativi, sono ulteriormente calate di circa l’8%, con un risparmio su base annua stimabile in un ammontare prossimo ai due miliardi di euro".

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha segnalato al governo che "l’abolizione della tassa di concessione sulla telefonia mobile può contribuire a una maggiore concorrenza e innovazione sul fronte delle tariffe mobili".

"Separazione della rete entro l'anno" "Porteremo a compimento la separazione funzionale della rete di accesso di Telecom Italia". Calabrò ha rimarcato che "il percorso è delicato e complesso; da esso vogliamo venire a capo entro l’anno dialogando con tutti, Telecom in primis, in un confronto aperto che entri fin nei dettagli". Il presidente dell’Authority ha spiegato che "non si è ancora perfezionato il nuovo assetto proprietario di Telecom; e questo allunga i tempi di interlocuzione. Ma la separazione della rete è nell’interesse di tutti gli operatori e della stessa Telecom. Quel che importa di più, è nell’interesse generale. La separazione funzionale, in un mercato come il nostro, caratterizzato da un deficit competitivo di natura strutturale, è il rimedio più efficace per risolvere i problemi concorrenziali, di accesso al mercato, di trasparenza, di abbattimento del contenzioso e - la tempo stesso - di sviluppo del settore, anche in vista della realizzazione della reti di nuove generazione. La separazione funzionale della rete di accesso, se proporzionata e calibrata, è una soluzione win-win, un gioco a somma positiva".