Calabrò sprona Telecom e va in pressing sulla rete

Il presidente dell’Authority delle tlc: «Spero in una soluzione entro il 15 luglio, ma bisogna essere in due. Il gruppo fa resistenze»

da Milano

Entro metà luglio il nodo dello scorporo funzionale della rete Telecom Italia potrebbe essere sciolto. «Io vorrei arrivare al 15 luglio con un risultato, spero che per quella data ci possa già essere una soluzione», ha detto il presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, ma «per fare un accordo bisogna essere in due». Un auspicio, che alcuni toni di Calabrò hanno tuttavia trasformato in un invito stringente: il 15 luglio è in agenda la relazione annuale in Parlamento dell’Authority delle tlc.
Le posizioni del gruppo e quelle dell’Agcom ancora «non coincidono»: Telecom fa «resistenze e noi facciamo pressioni», ha sottolineato Calabrò aggiungendo però come si stia già «lavorando su una base di valutazione comune».
Parole chiare, malgrado l’impegno profuso dalla gestione Bernabè per individuare un punto di incontro con l’Authority così da assicurare una maggiore apertura al mercato della rete fissa. «La decisione finale verrà da un confronto serrato anche con delegazioni allargate: lo stesso amministratore delegato di Telecom, Franco Bernabè, verrà coinvolto direttamente, così come tutto il consiglio dell’Autorità», ha puntualizzato Calabrò, aggiungendo che a oggi «siamo nella fase in cui cerchiamo di vedere se ogni casella può andare al suo posto». Il numero uno dell’Agcom è quindi andato in pressing sulle difficoltà del Paese nello sviluppo delle reti telefoniche di nuova generazione.
A questo proposito, l’Autorità ritiene «indispensabile una semplificazione normativa», per esempio nelle autorizzazioni per gli scavi allo scopo di far passare le reti a fibra ottica. Per spingere nuovi investimenti «una delle strade può essere negli accordi tra operatori, che in questo caso il Trattato europeo consente». Ma l’Autorità pensa anche a «incentivi da governo e Parlamento: ho qualcosa in mente - dice Calabrò - la proporrò».
Intanto, da fine giugno le famiglie italiane avranno un’ulteriore arma contro il caro-bollette: è in arrivo, infatti, il blocco automatico di tutte le numerazioni a sovrapprezzo (144 e affini), che potrà essere disattivato solamente su richiesta dell’utente.