Calabria, rottura tra Loiero e Ds Il governatore verso le dimissioni

La Quercia contesta la nomina di un dirigente regionale, il presidente scarica gli alleati: «Ricatto sconcertante, ne trarrò le conseguenze»

Felice Manti

da Milano

Tra il governatore calabrese Agazio Loiero e la sua maggioranza, Ds in testa, è ormai crisi profonda. La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso è la scelta del nuovo direttore generale degli Affari comunitari, le cui deleghe appartengono al governatore, su un nome che non piace ai vertici regionali diessini: «Trovo sconcertante l’aut-aut dei Ds - ha detto ieri sera Loiero -, sono molto amareggiato anche perché con loro ho avuto sempre un rapporto intenso. Ma lo scontro ha evidenziato una posizione politicamente insostenibile. Se la posizione dei Ds dovesse rimanere immutabile - ha aggiunto - programmerò tutto quello che c’è da programmare nel rispetto del calendario imposto dalle scadenze europee e poi trarrò le conseguenze. Prima della coalizione e dei partiti vengono la Calabria e gli interessi dei calabresi. Per il consenso che i nostri cittadini ci hanno dato, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità».
I rapporti tra Loiero e i suoi alleati sono difficili da tempo. Nei mesi scorsi Loiero è stato espulso dalla Margherita dopo aver fondato un proprio partito e aver sostenuto con successo la candidatura dell’ex Forza Italia Pietro Fuda al Senato. Ma a esasperare i rapporti con i partiti che lo sostengono alla Regione Calabria è stato il possibile coinvolgimento di un consigliere regionale, Domenico Crea (autosospesosi dalla Margherita), nell’omicidio di Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio ed esponente dl assassinato a Locri più di un anno fa. E soprattutto le due inchieste che hanno travolto il capogruppo Ds alla Regione Franco Pacenza e il potente vicepresidente regionale Nicola Adamo. Macigni giudiziari che hanno minato l’immagine di credibilità della maggioranza di centrosinistra e dello stesso governatore, precipitato agli ultimi posti della graduatoria di gradimento dei governatori pubblicata dal Sole 24Ore.
Loiero ha così deciso di rompere gli indugi e inaugurare un braccio di ferro con gli alleati: la prima vittima è stata la Quercia, che lo scorso 11 novembre ha deciso di rompere con il governatore sulla riforma della struttura sanitaria regionale e di disertare le riunioni della Giunta, impegnata nella nomina dei direttori generali dei Dipartimenti regionali, dal delicato settore della Sanità, il più a rischio di infiltrazioni mafiose, a quello degli Affari comunitari. Le segreterie dei partiti dell’Unione hanno cercato di riallacciare i rapporti con il governatore, ma i rapporti tra Loiero e la Quercia sono sembrati sin da subito definitivamente compromessi.
Sullo sfondo dello scontro intestino all’Unione c’è una situazione difficilissima. Nei giorni scorsi 400 ex lavoratori socialmente utili che da undici anni lavorano come precari nei dipartimenti della Regione Calabria hanno occupato la sede dell’assessorato regionale al Lavoro a Catanzaro, dove hanno affisso lo striscione: «Sos, ’ndrangheta assumici tu». La programmazione sui fondi comunitari europei, indotto dal quale dipendono migliaia di piccole e medie imprese regionali, è ancora ferma e i soldi della Ue rischiano di non essere spesi. Oggi è previsto uno sciopero dei Forestali che potrebbe paralizzare la circolazione sull’A3, mentre l’opposizione di centrodestra sta per presentare una mozione di sfiducia finalizzata allo scioglimento del Consiglio regionale, ipotesi peraltro rafforzata dal coinvolgimento di ben 24 consiglieri regionali in diverse inchieste giudiziarie.
Lo stesso Loiero, nei prossimi giorni, sarà ascoltato dai magistrati della Dda di Reggio Calabria che conducono l’inchiesta sull’omicidio Fortugno, come ha ammesso lo stesso governatore dopo la deposizione fatta davanti al sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Luigi De Magistris, in merito alle inchieste condotte da quest’ultimo sui finanziamenti regionali. Una miscela esplosiva che rischia di mettere la parola fine all’esperienza dell’Unione alla Regione Calabria. Con esiti imprevedibili.
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