Il calciatore cinese che ama Samp, pesto e focaccia

Francesco Gambaro

Ha un debole per la Sampdoria, per la focaccia e per il pesto, il primo calciatore cinese che si è sottoposto a un intervento chirurgico in Italia. Per la precisione, a Genova nella casa di cura "Villa Montallegro", guidata da Francesco Berti Riboli. Li Yan è un centrocampista di 25 anni, che milita da 6 nella nazionale del suo Paese. Gioca nella squadra di calcio Inter Xian, con la quale si è infortunato il 15 aprile scorso durante una partita di campionato: rottura del legamento crociato del ginocchio destro.
Incidenti del genere in Cina vengono curati raramente, soprattutto per l'inadeguatezza delle tecniche di riabilitazione. Di solito i calciatori cinesi per farsi operare emigrano negli Usa, oppure in Francia e in Belgio. Li Yan ha scelto l'Italia, anzi Genova. Perché la società sportiva che si cura di lui ("New time sport") ha un rapporto di partnership con Hsl, società di comunicazione genovese, in stretto contatto a sua volta con "Villa Montallegro". Lo scorso 26 maggio l'equipe diretta dal professor Ferdinando Priano ha ricostruito il legamento del calciatore in artroscopia con una tecnica all'avanguardia. «Nella riabilitazione del legamento - spiega il professor Priano - abbiamo utilizzato i fattori di crescita, accelerando così i tempi di recupero». Il giorno dopo l'intervento, Li Yan era già in piedi con tutore e stampelle. Il 20 giugno rientrerà a Pechino, a luglio potrà di nuovo correre. Tra cinque mesi dovrebbe tornare in campo. Una curiosità: sarà la "federazione calcio cinese" a pagare le cure prestate a Li Yan durante il soggiorno a "Villa Montallegro" (14 mila euro). Con l'aiuto dell'interprete, ieri il calciatore ha risposto alle domande dei cronisti. E ha confessato di conoscere da molti anni la Sampdoria. «Quella di Ruud Gullit, che venne in Cina per partecipare a una tournèe». Giocare in Italia? «Se capitasse l'occasione, di corsa». Nel 2004 Li Yan andò in ritiro con la sua nazionale in Trentino. Ma a Genova non era mai stato. Ora che ha conosciuto «il pesto, la focaccia e un clima stupendo» scommettiamo che ritornerà?