Calciatore del Locri ucciso in un agguato sulla strada di casa

Era un leader dello spogliatoio Salvatore Vincenzo Cotroneo, il calciatore del Locri ucciso domenica in un agguato a Bianco. Compagni ed amici, che non sanno darsi una spiegazione dell'omicidio, lo descrivono come una persona dal forte temperamento e dal carattere deciso, qualità che lo avevano fatto primeggiare, sul piano della personalità, in tutte le squadre in cui aveva militato. Cotroneo, da ragazzo, aveva giocato nelle giovanili del Torino. Successivamente era passato alla Centese, in C/2, ed aveva poi giocato in Puglia. Quindi, cinque anni fa, il ritorno in Calabria e la militanza in varie squadre, dall'Africo, al Guardavalle e quindi al Locri. Era considerato un persona di valore, soprattutto sul piano morale, e non aveva mai dato adito ad alcun sospetto. Il che rende ancora più inspiegabile il suo assassinio. Un fratello di Cotroneo gioca come portiere nell'Africo. Salvatore Vincenzo Cotroneo, Enzo per tutti, collaborava anche col padre nel suo lavoro di imbianchino. Ma la sua grande passione è sempre stata il calcio.