Il calciatore: «Non l’ho stuprata»

Resta in cella Ricorso al Riesame

Violenza o rapporto consensuale? Un approccio sessuale prima accettato e, magari, poi rifiutato per paura o piuttosto l’epilogo brutale di una notte consumata a bere alcool? Una prima verità, giudiziaria, sul presunto stupro del Supper club, locale trendy della movida di piazza Navona a Roma, verrà probabilmente dal Tribunale del Riesame. Domenico Naccari, legale del calciatore ex Auxerre Dembele Garra, originario del Mali, sottoposto ieri all’interrogatorio di garanzia, ha infatti preannunciato ricorso al Tribunale della libertà chiedendo la scarcerazione del giovane.
Il gip Sandro Di Lorenzo, per ora, ha ritenuto validi gli indizi a carico di Garra ed ha confermato il fermo del calciatore. Garra è apparso disperato e nel corso dell’interrogatorio (reso in francese e con l’ausilio di un interprete), avrebbe addirittura pianto. Garra si trova a Regina Coeli e, ironia della sorte, si trova chiuso nella cella vicino a quella dove è detenuto Nabil, il giovane coinvolto nella morte della turista tedesca Vera Heinzl. Un’altra analogia è quella che l’avvocato Naccari, tra l’altro, difende anche Nabil. «Non l’ho violentata, sì abbiamo fatto l’amore nel bagno del locale ma lei era consenziente». Ha detto Garra ammettendo di aver avuto un rapporto sessuale con la giovane americana, nel bagno del Supper club. «Mi ha costretta, mi ha chiuso in bagno e mi ha violentata». Questa la versione della giovane studentessa americana, un racconto che sarà passato al vaglio della difesa, nel tentativo di trovare e insinuare dubbi sulla versione della giovane donna. Il primo è il luogo dove si sarebbe consumata la violenza: una toilette, un luogo pubblico dove in caso di uno stupro, sottolinea la difesa, qualcuno si sarebbe accorto di qualcosa. Circostanza che non è emersa.
Garra, secondo la sua difesa, non si spiega il perché dell’arresto e della versione, diametralmente opposta, della giovane studentessa americana che accusa il calciatore di averla costretta con la forza. «Si - ha detto Garra al gip - avevo bevuto, ma nella norma. Era una festa e non c’era nulla di male. E poi non sono scappato, sono rimasto in quel locale».
Intanto l’ultimo episodio di violenza sessuale ha convinto il prefetto Achille Serra a convocare il comitato provinciale sull’ordine e la sicurezza pubblica. «Sono convinto che a Roma non c'è alcuna emergenza - ha detto Serra - Sottolineo la risposta delle forze dell’ordine che è stata prontissima. Sono stati arrestati quasi tutti i responsabili di questi atti tremendi, perché considero lo stupro uno degli atti peggiori. L’augurio che ora faccio a me stesso è che i responsabili vengano presto condannati a pene severe».
Intanto il Comune di Roma, d’intesa con la prefettura, sta mettendo a punto un vademecum di consigli pratici destinato agli operatori dei servizi pubblici, come autisti degli autobus e tassisti, per sviluppare una sensibilità particolare verso situazioni nelle quali una donna sola può trovarsi in difficoltà. «Il prontuario è quasi completo - ha detto il prefetto - e mi auguro si possa presentare la prossima settimana». Il vademecum è destinato soprattutto a chi lavora di notte e darà consigli per aiutare a comprendere le situazioni di pericolo. L’opuscolo, di tre-quattro pagine, curato dal Campidoglio si intitolerà, con ogni probabilità, «Più occhi nella notte» e la bozza sarà presentata, per l’ok definitivo, alla riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza quasi sicuramente la prossima settimana.