Calciatori all’erta: c’è il test antidoping a sorpresa

Roma. La Uefa ha introdotto i test antidoping al di fuori delle partite di Champions. I giocatori, pertanto, possono essere sottoposti ai controlli negli otto giorni precedenti alla partita di Champions. «I club iscritti alla Champions League da questa stagione - ha dichiarato un portavoce della Uefa al sito della Bbc - hanno dovuto sottoscrivere queste regole». Spiega poi gli obiettivi della Uefa: «Stiamo seguendo l'atletica e il ciclismo e ora possiamo controllare i giocatori nei loro campi di allenamento o nelle loro case».
La Wada, l'Agenzia mondiale antidoping, sta incrementando la pressione sul calcio per aumentare i test e ha minacciato di toglierlo dai Giochi olimpici se la Fifa non si adeguerà alla sua politica antidoping. Con le regole dettate dalla Uefa per questa stagione di Champions League, ai club sarà richiesto di dire alla Uefa quali posti frequentano i giocatori prima delle partite. Prima di questa stagione, due giocatori erano sorteggiati per essere sottoposti ai test dopo ogni gara. Ora l'Uefa progetta di controllare i giocatori di tutti i 32 club iscritti alla fase a gironi della Champions League.
«Questo sarà fatto casualmente e l'elemento è la sorpresa. Possiamo - ha detto il portavoce della Uefa - chiamare qualsiasi giocatore, in qualsiasi momento». Conclude chiarendo la situazione. «I club devono dirci il luogo in cui si trovano tutti i loro giocatori negli otto giorni precedenti la gara e noi dobbiamo essere in grado di raggiungere i giocatori in qualsiasi momento. Nessuna comunicazione sarà data ai calciatori».
I test a sorpresa diventeranno una sorta di incubo per quei calciatori (quasi tutti) che interpretano la professione con molta elasticità e che - più che giocare - si dedicano ormai ad altro. Sarà buffo vederli cercare nelle Tv o in discoteca.