Calcio: 42 anni di proteste, secondo stop dopo il '96

L’onda lunga delle
proteste dei calciatori dura ormai da 42 anni, ovvero dal 1969. Ma
questa è la seconda volta che la minaccia si traduce in uno
sciopero vero e proprio.

Tante volte proclamato, tante volte minacciato, quasi mai attuato.  L’onda lunga delle proteste dei calciatori dura ormai da 42 anni, ovvero dal 1969. Ma questa è la seconda volta che la minaccia si traduce in uno sciopero vero e proprio. L'altra risaliva al 16-17 marzo di 15 anni fa. Allora i calciatori protestarono contro la mancata soluzione di una serie di questioni, tra cui il rinnovo del contratto collettivo.

Questa la storia dei principali precedenti di proteste e minacce di sciopero in serie A:

 - maggio ’69: contro la riduzione degli stipendi dei giocatori che non disputavano almeno 20 incontri. La norma sarà poi abrogata con effetto retroattivo.

 - settembre ’76: Aic decide 15' di ritardo per gli incontri del 26 settembre in A e B per protesta contro il mercato.

 - ottobre ’82: proclamato sciopero in tre giornate (31 ottobre in A, 7 novembre in A e B, 21 novembre A, B e C) su minimo stipendio a fine contratto, cessione contratto con parametro, minimo garantito in pubblicità.

 - febbraio ’86: minaccia sciopero in A per il 27 marzo per definire la riduzione dei parametri.

 - giugno ’86: Aic proclama protesta per la prima giornata (14/9) dopo rottura trattative per abbassamento parametri. 15’ di ritardo il 2/11 sul parametro di Schiavi (ex Ascoli).

 - febbraio ’88: L’Aic, sempre sui parametri, proclama 30’ di ritardo per il 14/2 e l’astensione totale per il domenica 6/4. La minaccia viene posticipata al 17 estendendola anche alla B.

 - giugno ’89: si decide sciopero della serie A per l’11/6 per protesta contro la decisione Figc di non applicare la riduzione dei parametri ai contratti in scadenza.

 - aprile ’92:proclamato uno sciopero il 26 per trattative sul tesseramento stranieri e abolizione tetto Uefa dei parametri.

 - febbraio ’96: proclamata giornata di sciopero della serie A per il 16 e 17 marzo. Tra le principali motivazioni: fondo di garanzia, mancato versamento entro i termini stabiliti delle rate spettanti a circa 200 calciatori. È l’unico sciopero fatto effettivamente dai calciatori.

 - dicembre 2000: squadre in campo con 15’ di ritardo il 22 e il 23 ritardo contro la violenza nel calcio e le numerose aggressioni ai calciatori, culminate con la bomba molotov lanciata contro il pullman dell’Inter il 14 dicembre.

 - dicembre 2002: altro inizio ritardato contro le aggressioni ai danni dei calciatori Emanuele Manitta del Messina e Francesco Baldini del Napoli.

 - gennaio 2010: l’Aic solidarizza con i calciatori Daniele Mannini e Davide Possanzini, sospesi dal Tas di Losanna per essersi presentati in ritardo ad un controllo antidoping. Anche questa volta le gare con 15’ di ritardo.

 - settembre 2010: l’Aic proclama lo sciopero, da mettere in pratica il 25 e 26 del mese (5/a giornata del campionato), per protestare contro il mancato rinnovo del contratto collettivo, scaduto. C’è poi la revoca, ma il 30 novembre viene di nuovo proclamato lo sciopero, per la 16/a giornata (11-12 dicembre), a sua volta revocato il 9 dicembre scorso.