Calcio al 90°: oggi potrebbe finire al buio

La Lega decide sui diritti tv in chiaro. Rai e Mediaset non vogliono alzare l’offerta e la tv di Stato minaccia: o così o ci ritiriam. Le pay tv hanno conquistato il mercato. E chi non ha il decoder rischia di restare senza gol fino a mezzanotte

A cinque giorni dall’inizio dei campionati, il calcio in tv ha diritto di cittadinanza solo nelle tv digitali a pagamento, poco importa la distinzione fra satellitare (Sky) e terrestre (Mediaset e La7) per gli utenti. Sul chiaro la nebbia è fitta perché la Lega ha rifiutato le proposte di Rai e Mediaset e in giornata andrà a trattativa privata con la speranza di raggranellare qualche milione in più rispetto ai 30,6 offerti dalla televisione di Stato. I rivali sono fermi a 11,5, toccherà poi all’assemblea l’ultima decisione.

Nell’ultimo triennio Mediaset ha pagato 61,5 milioni l’esclusiva del calcio sulle sue reti, salvo poi strapparsi i capelli per aver offerto una cifra sproporzionata al valore del mercato. Pier Silvio Berlusconi si è addirittura rivolto ai legali ritenendo sleale la concorrenza di Quelli che il calcio... Fatto sta che le trasmissioni sulla Serie A, specie di pomeriggio, non tirano più come un tempo. Lo testimoniano i dati d’ascolto: nel 2002 la Rai pagava un bonus se l’audience di Novantesimo Minuto era inferiore al 33%, nell’ultimo anno Controcampo – Ultimo minuto si è attestato attorno al 16-17%. Ma non si tratta di un flop perché su Sky è possibile gustarsi alle 17 gli highlights di tutte le partite con tanto di reti, pali ed espulsioni. Se poi volete fare indigestione, collegatevi a SkyTg24 che in tre-minuti-tre manda in onda tutti i gol con almeno un’ora di anticipo sulle tv in chiaro: basta premere il tasto verde e scegliere la sezione sportiva. Ancora più ridotto il pubblico serale: La Domenica Sportiva e Controcampo – Diritto di replica si dividono 2 milioni e mezzo di telespettatori a dir tanto. Negli anni d’oro erano 10 milioni di pomeriggio e 5 di sera, ma allora non c’era la pay-tv. E nessuno si sognava di vedersi a casa in diretta i propri beniamini. Un secolo fa.
Ma vediamo come stanno le cose. La Rai ha offerto 30,6 milioni, così suddivisi: 7 milioni per gli highlights di Serie A fino alle 22,30; 13,5 per gli highlights di Serie A dalle 22,30 in poi; 6,5 per la coppa Italia dagli ottavi alla finale; 1 per la Serie B; 2 per la radio; 0,6 per la Supercoppa trasmessa l’altra sera con ascolti superiori al 32%. «È il massimo che potevamo fare nel rispetto degli utenti, altrimenti non avremmo incrementato l’offerta iniziale di 25 milioni», ha dichiarato Giancarlo Leone a nome del CdA. Mediaset ha partecipato solo alla fascia serale proponendo 11,5 milioni. La Lega parla di «budget risibili». Il problema neppure si porrebbe se i quattrini del calcio in chiaro non servissero a coprire i 65 milioni promessi ai club di B da quelli della serie maggiore. È il nodo della vicenda nel nome di un assistenzialismo che a questi livelli esiste solo in Italia. Di qui l’aspettativa a 50 milioni: utopia. Nel tentativo di aumentare la cifra, gli advisor della Lega potrebbero fare un passo indietro rispetto alle linee guida del bando e aprire la fascia serale sia alla Rai che a Mediaset. Ma in viale Mazzini non ci stanno: «Un anno fa abbiamo pagato 5 milioni per produrre La Domenica Sportiva in coabitazione con Controcampo. Adesso ne abbiamo offerti 13,5. È congrua anche la proposta sulla coppa Italia tenuto conto che la formula della partita secca ha cancellato 12 incontri fra ottavi e quarti». Svalutati gli highlights della B che nel triennio passato la Rai pagò 8 milioni per tenere in vita Novantesimo Minuto dopo aver perso i diritti sulla A. A proposito, ieri sera l’emittente toscana Conto Tv ha presentato un esposto all’authority delle comunicazioni: «La Lega - denuncia l’ad Marco Crispino - ci ha indotti a rinunciare all’asta per i diritti della B cambiando le linee guida a meno di 24 ore dalla scadenza delle offerte».

E ora? La Lega potrebbe assegnare i diritti serali e radiofonici rinviando alla prossima settimana, complice la sosta del campionato, l’aggiudicazione di quelli pomeridiani. Ma il valore di questi highlights rimarrà di basso profilo fino a quando sarà consentito alle pay-tv di trasmettere la sintesi delle partite subito dopo la loro conclusione.
È una questione di mercato. Qualcosa potrebbe cambiare nel 2010 con l’applicazione della legge che prevede, a scanso di ripensamenti, la vendita collettiva dei diritti tv. Nel frattempo sarebbe scandaloso se il pallone non rotolasse anche sulle televisioni in chiaro, soprattutto in periodi di magra come questo. Al tifoso non si può solo chiedere di mettere mani al portafogli e ingoiare rospi a oltranza.