Calcio, colpi di mercato Diego-Juve, Ancelotti...

Il dirigente rossonero Leonardo ha cambiato idea: non vuole andare in panchina.
Se non lo convince, il Milan blinda Carletto. Juve-Werder: l’accordo è
fatto

Claudio De Carli - Franco Ordine

Diego è della Juventus, non c'è l'ufficialità perché non può esserci a calciomercato chiuso, ma per 25 milioni e un quinquennale a 3,5 mln a stagione, il brasiliano con passaporto italiano del Werder vestirà bianconero. L’accelerazione nella trattativa è stata necessaria per un inserimento, presunto o reale, del Bayern. Mercoledì la visita dei legali del Werder Brema a Torino poi nella notte l'ad bianconero Jean-Claude Blanc e il ds Alessio Secco sono volati a Brema e hanno raggiunto l'accordo. Naturalmente Cobolli Gigli non ha confermato la notizia, intercettato ieri all’entrata della Lega in via Rosellini a Milano, il presidente della Juventus ha tentato anzi di prendere le distanze: «Speriamo di riuscire a concludere, ma la trattativa non è ancora chiusa. Come mi insegnate, nel mondo del calcio può succedere di tutto finché non ci sono le firme, i timbri e così via...». La prossima Juve comincia da Diego, trequartista ed ispiratore della manovra del Werder quest’anno spina nel fianco di Inter e Milan: il club tedesco ha prima battuto i nerazzurri in Champions quindi eliminato il Milan e poi l’Udinese dall’Uefa.

TRIANGOLO CHELSEA A Londra, fronte Chelsea, sono sempre più convinti, specie dopo la batosta dell’eliminazione in semifinale di Champions: aspettano, dopo il 31 maggio, Carlo Ancelotti sulla panchina lasciata libera da Guus Hiddink, ct della Russia a tempo pienissimo. La spiegazione è legata all’impegno che Ancelotti, a suo tempo, ha assunto col club londinese, direttamente con Abramovich: sarà l’allenatore dei Blues nel caso il Milan decidesse di liberarlo dal contratto in scadenza nel giugno del 2010. Il Milan ha provato e riprovato a convincere Leonardo che si era anche iscritto al supercorso di Coverciano per ottenere il patentino. Ma il brasiliano ha cambiato idea: a modificare il suo orientamento lo stile di vita e le pressioni di un tecnico di serie A, costretto a passare la sua vita tra i campi, tv e i rapporti quotidiani con i giornalisti. «Io sono uno spirito libero, oggi sono a Milano, domani vado a Parigi» la spiegazione data dall’interessato, nonostante le insistenze di Galliani e dello stesso Berlusconi. Così, piuttosto che ripartire da un allenatore «estraneo» al mondo Milan (Allegri o Spalletti le candidature valutate), in via Turati hanno puntato sulla conferma indolore di Ancelotti. Ora sarà Carletto a sciogliere il nodo e a comunicare a Londra, dopo il 31 maggio, che non è nelle condizioni contrattuali di onorare l’impegno.

ABRAMOVICH AL COMANDO Nel frattempo a Londra, Roman Abramovich, il patron dei Blues, ha assunto le redini del Chelsea: a fine stagione sarà messo in un angolo tutto il gruppo che fa capo a Peter Kenyon, il potente manager, la governance sarà ridisegnata. Molti esponenti dell’attuale Chelsea hanno già fatto sapere di essere pronti a cambiare aria: Ricardo Carvalho, il difensore portoghese è il primo della lista, seguito da Drogba che viene accusato di essere «un egoista». Altro nodo da sciogliere è quello di Andry Shevchenko, che è in prestito al Milan e deve rientrare alla base londinese poichè legato da contratto (stipendio da 6 milioni netti a stagione) ancora per un anno. L’ucraino continua a chiedere al Milan di restare ancora ma l’unica strada percorribile è quella della rescissione consensuale del contratto, come ha fatto Adriano con l’Inter. Con una differenza: anche in stato di libertà, Shevchenko non potrebbe essere accolto a Milanello l’anno venturo poichè occuperebbe, da extracomunitario, la terza e ultima casella vuota. La prima spetta a Pato, la seconda sarà di Thiago Silva, la terza aspetterà a un attaccante o un altro difensore.

ASPETTIAMO NESTA Il difensore è legato alle condizioni di Alessandro Nesta che sta completando la convalescenza post-operatoria. «Con Nesta stiamo ragionando, noi lo aspettiamo, lo aspetteremo ancora un po’ di tempo. Il Milan non intende avvalersi della facoltà di risolvere il contratto perchè Nesta è un campione inarrivabile. Noi abbiamo ancora la speranza che possa tornare a giocare» la dichiarazione di Galliani.

«IBRAHIMOVIC RESTA» La frase, perentoria, è di Massimo Moratti e chiude la porta in faccia a qualsiasi illazione: «Ibrahimovic è stato già confermato» la frase del presidente interista arrivata ieri.