Calcio: Donetsk festeggia in grande stile 75 anni Shakhtar

Il patron Akhmetov ha chiamato la cantante Rihanna per la cerimonia alla Donbass Arena: diretta tv nazionale e 50mila spettatori allo stadio. La settimana scorsa il club di Lucescu ha vinto il campionato ucraino e il 25 sfiderà la Dynamo Kiev per la Coppa

Tutto è pronto a Donetsk per la grande festa dei 75 anni dello Shakthar, la squadra del capoluogo del Donbass, regione dell'industria mineraria e metallurgica nel profondo est dell'Ucraina. Fondato il 1 gennaio 1936 con il nome di Stakhanovez (dal minatore sovietico Stakhanov che qui vicino stabilì irraggiungibili record di estrazione di carbone), lo Shaktar negli ultimi quindici anni é riuscito grazie soprattutto al suo presidente attuale Rinat Akhmetov a uscire dall'ombra della sua rivale tradizionale, la Dinamo Kiev, e si é imposto sul palcoscenico nazionale e internazionale a suon di successi.
Il modello che il più potente oligarca ucraino, «self made man» figlio di un minatore, ha trapiantato nella metropoli vicino al confine con la Russia é quello dei grandi club europei come Milan, Real o Chelsea. E come a Milano, Madrid e Londra i festeggiamenti saranno davvero in pompa magna. Alla Donbass Arena, lo stadio che Akhmetov ha fatto costruire di tasca propria e inaugurato nel 2009 con un concerto di Beyoncè, arriverá questa volta Rihanna. La cerimonia é curata dalla stessa agenzia italiana (K-Events) che si é occupata degli eventi di apertura e chiusura alle Olimpiadi di Torino nel 2006. Sarà trasmessa in diretta televisiva nazionale e ad essa assisteranno, tra gli oltre cinquantamila spettatori dello stadio, anche i quattro presidenti che si sono succeduti nella storia dell'Ucraina indipendente.
Nel 2011 si festeggia infatti non solo il 75° dello Shakhtar, ma anche il 20° anniversario della separazione da Mosca. A Donetsk sono attesi Leonid Kravchuk, Leonid Kuchma, Victor Yushchenko e l'attuale capo di stato Victor Yanukovich. Un segnale di unitá per il Paese e di vicinanza a una cittá che l'anno prossimo sará una di quelle ad ospitare gli Europei (alla Donbass Arena verrà giocata una semifinale), soprattutto però una conferma di quanto il patron dello Shakhtar sia non solo l'artefice dei trionfi calcistici di Donetsk, ma uno dei poteri forti nell'Ucraina postsovietica.
Akhmetov ha rilevato lo Shakhtar a metá degli anni novanta e nel giro di un paio d'anni ne ha fatto uno dei migliori team dell'europa dell'est in grado di tener testa agli squadroni continentali. Nel 2002 ha vinto per la prima volta il campionato ucraino e ha ripetuto il successo altre cinque volte fino ad oggi. Nel 2009 ha vinto la Coppa Uefa, battendo in finale il Werder Brema, mentre nella Champions League del 2011 ha raggiunto per la prima volta nella sua storia i quarti di finale, eliminato dal Barcellona di Lionel Messi, ora in finale.
Il presidente-oligarca ha messo in piedi a forza di miliardi una multinazionale del calcio che ha avuto anche qualche faccia italiana, come Cristiano Lucarelli, finito a Donetsk nella stagione 2007/2008. Oggi, nella squadra diretta da una vecchia conoscenza del calcio italiano, Mircea Lucescu, uno dei vice allenatori è Carlo Nicolini. La settimana scorsa lo Shakhtar ha vinto con una giornata di anticipo il campionato ucraino, davanti alla Dynamo Kiev. Ai giornalisti che ricordando scudetto e la bella figura in Champions gli chiedevano se questa fosse stata la migliore annata dello Shakthar, Akhmetov ha risposto. «Vorrei che questa fosse stata la peggiore». Ora la festa, poi la finale della coppa nazionale il 25 maggio, tanto per cambiare contro la Dynamo, per tentare di aggiungere un altro alloro all'albo.