Calcio e affari, sul mercato si spende ancora Ma è soprattutto per poter pagare i debiti

Volume di acquisti superiore a un anno fa, ma solo per riscattare
giocatori già in rosa: da Borriello a Boateng. La Juve è protagonista come un anno fa. Lichtsteiner il vero acquisto più caro

E pensare che i botti devono ancora arrivare. Cosa dice la vecchia volpe Adriano Galliani? Il mercato è lungo e i colpi da urlo si fanno sempre alla fine. Vero, ma non è che questo inizio sia stato proprio avaro. Basta confrontarlo con quello dello scorso anno. Al 2 luglio 2010, le venti squadre di serie A avevano speso tra nuovi acquisti, riscatti e compartecipazioni "appena" 117,7 milioni di euro. A ieri, invece, i conti del 2011 parlano di oltre 151 milioni. Ben 33 milioni e passa in più di dodici mesi fa. E anche sul fronte ricavi da cessioni non c'è partita: 110,8 contro 121,51.

A cosa si deve una differenza così sensibile? Possibile che all'improvviso i nostri club siano diventati così spendaccioni? Andiamo con ordine. Di sicuro a frenare le prime battute dello scorso calciomercato contribuì il Mondiale in Sudafrica. Le squadre che dovevano comprare aspettavano di verificare il valore di alcuni giocatori, mentre quelle che dovevano vendere speravano nell'esplosione dei propri calciatori per alzare il prezzo in sede di negoziazione. Risultato: un volume di affari inferiore agli altri anni.

Quest'estate c'è la Coppa America. Ma, per quanto in un noto spot Esteban Cambiasso si sforzi per convincerci, non è la stessa cosa.
Il Mondiale è una delle spiegazioni, ma non l'unica. Un'altra causa va ricercata nel nuovo trend della nostra serie A: comprare in prestito con diritto di riscatto rimandato al giugno successivo. Una formula che c'è da anni, ma di cui si è abusato in particolare nella scorsa estate. Così proprio in questo mese molte squadre hanno dovuto aprire il portafogli per risolvere le pendenze. Facciamo qualche nome? Cavani, Matri, Quagliarella, Borriello, Pepe. Tutti giocatori acquistati nel 2010 in prestito e riscattati in queste settimane. Solo la Juventus scucirà oltre 37 milioni di euro per affari simili. In questi giorni però i bianconeri verseranno solo un terzo della cifra, avendo dilazionato i pagamenti in tre anni.

Non che per l'anno scorso il discorso non valga: spulciando tra le cifre, notiamo che se si trascurano gli acquisti di Bonucci e Martinez (prelevati dalla Juve in casa Bari e Catania), la spesa più alta fu fatta dalla Lazio per Sergio Floccari, arrivato a gennaio 2010 dal Genoa e poi pagato 8,5 milioni nel giugno successivo. Mentre i casi di Criscito (6 milioni per riscattare la seconda metà dalla Juve) e Bonucci (8 milioni spesi dal Bari per strappare il 50% del cartellino di proprietà del Genoa, prima di girarlo proprio alla Juve) rientrano nelle cosiddette risoluzioni delle comproprietà. Un fenomeno tutto italiano. Una curiosità: i pugliesi, poi arrivati ultimi in classifica, furono il secondo club più spendaccione nelle prime settimane di calciomercato, alle spalle della Juve (34,7 milioni bruciati da Marotta e soci in un mese). Quindici i milioni sborsati invece dal presidente Matarrese per il sopracitato riscatto di Bonucci e l'acquisizione in compartecipazione di Barreto (4,5) e Almiron (2,5). Tutti giocatori che ora, complice anche la retrocessione, non fanno più parte della rosa dei galletti.

Nel 2011 il primato delle spese spetta ancora una volta alla Juventus. Il club di Torino ha già polverizzato oltre 23,5 milioni di euro. Solo dieci di questi investiti per un vero e proprio nuovo acquisto, il terzino Lichtsteiner. Il Genoa si conferma invece società molto brava a vendere già a inizio mercato. Preziosi dalle cessioni di Criscito (12), Boateng (7), Rafinha (5,8), El Shaarawy (5), Konko (5) e Sculli (1,7) ha messo da parte un tesoretto da 36,5 milioni di euro. Di cui 13,7 già reinvestiti per Constant, Hugo Pratto, Seymour, Krajnc e Forestieri. Nonostante i proclami di Galliani, il Milan si mette in evidenza come uno dei club più attivi, al contrario dello scorso anno. I rossoneri tra i riscatti di Boateng e Hottor e l'acquisto di El Shaarawy hanno già elargito 12,5 milioni. Non sono mancate però le entrate, tra i dieci milioni incassati dalla Roma per Borriello e i quattro recuperati dal Cagliari per la seconda metà di Astori.

Insomma, cifre già da capogiro. E non siamo manco a luglio. Dove potremo arrivare? Al 31 agosto 2010 il volume di acquisti (311,75) e cessioni (261,23) superò i 570 milioni. Mica male. Ma quest'anno si può fare anche di meglio. In fondo mancano ancora all'appello i colpi da novanta. Dal nuovo attaccante della Juve al Mister X del Milan, aspettandoci sorprese pure da Inter, Napoli, Roma e le altre. E poi i presidenti piangono miseria…