Calcio: gli incidenti negli stadi aumentati del 20 per cento

Il Centro Studi e ricerche sulla sicurezza pubblica: la serie B è più pericolosa della A, serve la tessera del tifoso

Un aumento del 20 per cento degli incidenti in occasione di partite di calcio nella scorsa stagione e un'estate che anche nelle amichevoli precampionato registra un livello di violenza inedito, dentro e fuori dai campi. Tutto a poche settimane da una stagione agonistica che, in quanto a sicurezza, per l'Italia dovrebbe segnare l'anno zero, grazie all'introduzione della tessera del tifoso. Ma proprio questo tema vede le tifoserie spaccate.
Maurizio Marinelli, direttore del Centro studi e ricerche sulla sicurezza pubblica (Csp) e tra i massimi esperti a livello nazionale di lotta alla violenza negli stadi, è convinto che «non ci sia più tempo da perdere». «La stagione 2008/09 - spiega - aveva registrato dei miglioramenti. Meno incidenti, meno feriti sia tra le forze dell'ordine che tra gli spettatori. L'anno scorso è andato tutto diversamente. È possibile che si stia assistendo a un ricambio generazionale. I vertici delle tifoserie sono in fase di rinnovamento e si vuole imporre la propria autorevolezza a suon d'incidenti».
Il «cambio al vertice» si spiega anche analizzando i dati relativi ai daspo, i provvedimenti dei questori che vietano l'accesso alle manifestazioni sportive. «In cinque anni e fino alla scorsa stagione - dice Marinelli - sono stati in tutto 4000. L'anno scorso, invece, ne sono stati firmati ben 1840 in una sola stagione». Dai dati del Centro emerge poi che la serie B è diventata più pericolosa della serie A. «Nella stagione 2009/2010 - continua Marinelli - la percentuale degli incidenti è salita del 20% tra i cadetti e del 18,42% in serie A. I feriti sono aumentati del 69 % in quest'ultima e del 92 % in B tra le forze dell'ordine, mentre per quanto riguarda i civili sono saliti del 24% in A e del 71 % in B».
A fronte di tutto ciò Marinelli spiega che «sono in calo gli arresti, ma questa è un'altra conseguenza dei daspo. Sono invece aumentate le denunce in stato di libertà, passate da 865 a 1287 in una stagione». Dai dati del Csp, infine, si coglie un calo, stimato al 7,1 %, del personale di polizia. La soluzione, secondo Marinelli, è «il decalogo del tifoso». Al primo punto, la tessera del tifoso da concepire non come una «forma di controllo, ma di consenso, una presa di posizione forte contro la violenza». E poi comportamenti che vanno dal «rispetto delle regole della convivenza» alle trasferte «solo con il biglietto», al tifo «senza striscioni infamanti» e «senza ricatti alla società per scelte tecniche».