Calcio, l’Italia con un uomo in più finisce con una medaglia in meno

Avanti di un gol e di un giocatore,
gli azzurri subiscono la rimonta
del Belgio anche grazie a una rete
fantasma e poi crollano nel finale<br />

«L’arbitro è stato assistito male e non è stato brillante. Il primo gol del Belgio forse non era valido e poi c’era un rigore su Rossi. Ma in verità non siamo stati brillanti, non abbiamo espresso le nostre potenzialità e qualcuno è proprio mancato a livello qualitativo. Casiraghi? Lui continua con il suo lavoro con l’Under 21». Quando un presidente federale è costretto a rinviare come ai vecchi tempi e rassicurare sulla conduzione tecnica, non ci sono altri commenti da aggiungere. Giancarlo Abete ha detto tutto dopo la pessima sconfitta contro il Belgio nei quarti e l’eliminazione dal torneo olimpico. Dissentiamo sull’arbitraggio: ha lasciato in dieci il Belgio dopo un quarto d’ora, ha concesso due rigori all’Italia e cinque minuti di recupero. Non è inattaccabile,mal’argentino Baldassi non è stato una concausa, il primo gol concesso a Dembele lascia perplessi, è stravero, mapoi Giovinco e Rossi hanno avuto più di un’ora di tempo per ribaltare tutto, invece l’Italia ha preso altri due gol. L’arbitro non c’entra, semmai il guardalinee opposto alla tribuna, ma lasciamo perdere e impariamo a perdere, ai Giochi almenodovrebbe essere d’obbligo. Il ct Casiraghi a fine partita è stato meno romantico del suo presidente: «Non cerco scuse, siamo mancati in fase difensiva, abbiamo fatto poco in attacco e non siamo stati brillanti. Sono molto dispiaciuto. Comunque il bilancio dell’Olimpiade è positivo, anche se un risultato crudele fa passare tutte le cose buone in secondo piano - ha commentato con una certa rassegnazione -. Non so se sia un risultato giusto, di certo è un risultato che fa male». Il Belgio ci ha fatto a pezzi in mezzo al campo in inferiorità numerica, segno che qualcuno non si era neppure cambiato, Montolivo non ha dato segni di esistenza, Nocerino si è battuto e basta, davanti una marmellatona gigante con Acquafresca mai segnalato, Giovinco a piccolissimi flash e Rossi indifendibile nonostante le due reti. Il resto ha visto un’Olimpica incassare tre gol da una squadra ridotta in dieci, dopo aver chiuso imbattuta il girone eliminatorio. Viviano incerto su tutti i gol, sul primo non esce, sul terzo si getta in ritardo su un tiro centrale e rasoterra. Bocchetti sulla seconda rete si lascia aggirare ingenuamente da Mirallas e altre cose concede all’unica punta belga. Resta il rammarico di una respinta di Cigarini giudicata all’interno della riga di porta ma che lascia ampi dubbi. E un rigore non concesso per un’entrata scomposta di Bailly su Rossi. Peccato, perché con l’ingresso di Abate sembrava che la squadra potesse cavarsela anche questa volta, mancava mezz’ora alla fine, l’Italia era sotto, ma l’esterno destro metteva a soqquadro la difesa belga. Dopo venti minuti si è strappato proprio mentre Dembele, un fenomeno per davvero, ci sistemava con la terza rete. A parte la doppietta del numero otto, tutto il Belgio merita un applauso. Avessero compiuto loro questa impresa, oggi gli azzurrini sarebbero seppelliti da elogi e si sprecherebbero i commenti sul loro ritorno in Patria. Ma intanto ecco che il sogno si spezza, sarà il Belgio a trovarsi davanti la famosa autostrada che porta in finale per l’oro olimpico.