Calcio, via libera dal cdm al decreto sui diritti tv

Recepita la ripartizione delle risorse decisa dalla Lega calcio: il 40% dei proventi distribuito
equamente tra tutte le società di serie A, il 30% in base ai risultati sportivi, il
restante 30% in base al bacino di utenza

Roma - Via libera da parte del Consiglio dei ministri al decreto legislativo che attua la nuova legge quadro sui diritti sportivi. Il decreto recepisce la ripartizione decisa dalla Lega Calcio: il 40% dei proventi sarà distribuito equamente tra tutte le società di serie A, il 30% sarà ripartito in base ai risultati sportivi e il restante 30% in base al bacino di utenza. Le nuove norme "entreranno in vigore dal campionato 2010", ha spiegato il ministro delle Comunicazioni Gentiloni.

Negoziazione collettiva dei diritti tv Il ministro dello Sport Giovanna Melandri ha sottolineato che "il decreto valorizzerà il prodotto calcio con la negoziazione collettiva dei diritti televisivi e allo stesso tempo ridurrà il divario esistente attualmente tra grandi e piccoli club per quanto riguarda gli introiti da televisione, passando dall’attuale rapporto di 1 a 8, a uno più vicino alla media europea di 1 a 4. Infine, la mutualità generale sarà estesa anche ai settori giovanili, ai vivai, ai dilettanti e allo sviluppo degli impianti sportivi".

Rivendibili gli eventi non trasmessi Si prevede, tra l’altro, "la possibilità per gli organizzatori degli eventi sportivi di rivendere a condizioni agevolate i pacchetti rimasti invenduti o non utilizzati da chi ne ha acquistato i diritti". Lo ha spiegato il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, rispondendo a una domanda sulle proteste del presidente del Coni, Gianni Petrucci, per la mancata trasmissione in chiaro da parte della Rai di eventi come i mondiali dilettanti di pugilato (trasmessi su Raisat). I pacchetti di diritti rimasti invenduti o non trasmessi potranno essere rivenduti, ha spiegato a titolo di esempio il ministro, all’emittenza locale.