Calcio, Maroni duro: "Punire i dirigenti, istigano alla violenza"

Il ministro dell'Interno chiede l'intervento della giustizia sportiva sulla frasi dell'ad del Catania Lo Monaco che <strong><a href="/a.pic1?ID=290888" target="_blank">ieri aveva detto all'allenatore dell'Inter</a></strong>: &quot;Lo prenderei a bastonate sui denti&quot;. Deferito il dirigente

Roma - L'ad del Catania Lo Monaco istiga alla violenza. Lo pensa e lo dice il ministro dell'Interno Maroni chiedendo "l'intervento del giudice sportivo o della Lega Calcio o della Figc. Sono francamente stupito delle dichiarazioni di alcuni dirigenti di società di calcio di serie A - continua Roberto Maroni, con riferimento alle affermazioni dell’amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco nei confronti dell’allenatore dell’Inter Josè Mourinho - che sembrano proprio una istigazione alla violenza". Il ministro leghista si riferisce all'uscita di ieri del dirigente rossoazzurro che aveva detto: "All'allenatore interista darei bastonate sui denti".

"La cosa peggiore" "Non ho titolo per intervenire - ha sottolineato Maroni -. Quando un dirigente dice all’allenatore della squadra avversaria che 'bisognerebbe bastonarlo sui denti' è una istigazione alla violenza. Io mi aspetto che il giudice sportivo, la Lega Calcio o la Figc prendano immediate decisioni in merito". Per Maroni, comportamenti di questo tipo sono "la cosa peggiore che si può fare perché l’esempio viene dall’alto. Se un dirigente di una squadra incita alla violenza, anche solo metaforicamente, - continua Maroni - poi non mi stupisco se qualche tifoso esagitato mette in atto comportamenti violenti. Bisogna evitare queste espressioni".

Linea dura Il ministro dell’Interno ha poi confermato l’intenzione »di continuare sulla linea del rigore e dell’intransigenza "perché nessun evento sportivo, nessuna partita di calcio può trasformarsi in una violenza sulle persone. Quindi, continueremo sulla linea della prevenzione e della repressione dura quando avvengono fatti di violenza" conclude Maroni.

Lo Monaco deferito Il procuratore federale, Stefano Palazzi, ha deferito alla commissione disciplinare Lo Monaco per le dichiarazioni rese nei confronti del tecnico dell’Inter ritenute "lesive della reputazione di altro tesserato e idonee a costituire, direttamente o indirettamente, incitamento alla violenza". Deferito per responsabilità oggettiva anche il Catania.

E attacca Maroni "Mi auguro che quello di Maroni sia l’ultimo intervento su questa vicenda. A questo punto toccherebbe al consiglio dei ministri e al capo dello Stato, ma penso che l’Italia abbia esigenze molto più pressanti di cui occuparsi". Questo il commento dell'amministratore delegato del Catania. "Avrei volentieri fatto a meno di questa sortita di Maroni e non sono certamente io il rappresentante di un partito che ha fatto propri i capisaldi dell’istigazione alla violenza in questi anni. Non sono stato io a parlare di fucili o di 'Roma ladrona'. Mi sembra che la predica provenga da un pulpito fuori luogo, una predica che arriva dopo la decisione di impedire la trasferta a San Siro ai nostri tifosi, decisione che noi e i nostri tifosi abbiamo accettato con molta civiltà. La squalifica per il sottoscritto? Sono sicuro - dice Lo Monaco prima che arrivi la notizia ufficiale - che Maroni ci riuscirà anche se non so quale motivo ci sarebbe di comminare una sanzione ai miei danni. Se vogliono prendersela col sottoscritto facciano pure, ma lascino stare la città, che ha sofferto sin troppo".