Il calcio, mistero bello e senza fine

Il regista De Vita: «Sapevate che Leonardo era un tifoso e che Machiavelli giocava a calcio come i Papi in Vaticano?»

Viviana Persiani

«Donna, mistero senza fine bello»; fu il poeta Guido Gozzano l’autore di questa frase che Gianni Brera modificò trasponendola nell’universo calcistico. Calcio, mistero senza fine bello, lo spettacolo in scena al Teatro Officina, vuole essere una celebrazione della dimensione sportiva e nel contempo poetica del calcio.
Il direttore della sala di via Sant’Elembardo, Massimo Di Vita, firma la regia della messinscena dopo un approfondimento nelle letteratura calcistica: «In effetti, con la consulenza di Gianluigi Sanclemente, uomo di grande competenza in ambito calcistico, ho arricchito le mie conoscenze. Non sapevo, ad esempio che Leonardo da Vinci era un tifoso, né che Machiavelli aveva giocato a calcio; senza trascurare che anche i Papi, erano soliti sollazzarsi nei Giardini vaticani tirando a calci la palla».
Di tempo ne è trascorso parecchio da questa affermazione che oggi sembrerebbe azzardata, ma De Vita, con altri tre colleghi sulla scena vuole rendere omaggio allo sport più conosciuto del mondo e che vanta di un passato degno di nota. «Mentre alcuni ragazzini del Centro per l’infanzia, mimano una partita di calcio con parate, gol, rigori e falli, io e gli altri ripercorriamo le nostre prime esperienze infantili con la palla di stoffa, quando con allegria ed entusiasmo giocavamo tra le strade della città ancora sgombra di macchine. Fino a scandire l’alfabeto del calcio: prima Antonioni, poi Baggio e via via sempre avanti».
Se la prima parte vuole essere un felice amarcord calcistico, ad un certo punto vengono fuori da una porta due signori di spalle che, chiacchierando al cellulare, danno voce a frammenti autentici dei quelle conversazioni scandalose che hanno fatto precipitare il valore dello sport nell’assurdo.
«Tristi e delusi, ricordiamo il grande Torino, come squadra simbolo di onestà e esempio di virtù chiudendo lo spettacolo con le ultime poesie di Saba che ricordano la bellezza del calcio, e ancora quei ragazzi che sulla scena spingono la palla».
Calcio, mistero senza fine bello, Teatro Officina, via Sant’Erlembardo 2, ore 21, info 02-2553200, ingresso 10 euro.