Calcio, Nesta come Totti: "Dico addio alla Nazionale"

Il difensore del Milan dice basta con l'azzurro: "Fisicamente non ce la faccio a fare tutte queste partite. Però mi dispiace, a questa maglia ho sempre tenuto". Poi lascia uno spiraglio: "Per il Mondiale 2010 potrei tornare"

Milanello - "Mi spiace perchè a questa maglia ho sempre tenuto, ma fisicamente non riesco più a fare tutte queste partite. Personalmente credo che con maggior riposo il mio rendimento possa essere ancora buono nel tempo". È così che Alessandro Nesta, in conferenza stampa a Milanello, ha motivato il suo addio alla maglia azzurra. Un addio sul quale ha lasciato però aperto un piccolo spiraglio pensando al prossimo Mondiale. C’entra il suo rapporto con il commissario tecnico in questa decisione? "Donadoni non c’entra - ha chiarito il difensore romano -. Non ho mai avuto nessun problema con gli allenatori in tutta la mia carriera. Il primo a sapere di questa decisione è stato proprio lui". Allora c’entra la panchina contro l’Ucraina a Roma? "Assolutamente no. Ci poteva stare benissimo. Stavo rientrando da un infortunio e non è stato certo quello il problema". Rimpianto per il mondiale vinto da infortunato: "Stavo bene poi ti rompi e vinci il mondiale. Ero contento per i miei compagni, ma mi è spiaciuto non essere in campo dopo tanti anni di sacrificio e anche di brutte figure. Questo mondiale lo sento mio solo a metà". La porta è definitivamente chiusa? "Ora è chiusa, poi vedremo. Magari fra tre anni anni, se riesco ancora, se ce la farò, potrei provare a togliermi l’ultima soddisfazione in azzurro nei Mondiali".