«Il calcio non tocchi la Costituzione»

Lui è romanista doc. Dicono che negli anni ’80 «scese in campo» personalmente per bloccare il trasferimento, già fatto, di Paulo Roberto Falcao dalla Roma all’Inter. Totti era in fasce. Sono passati vent’anni e oggi Giulio Andreotti (nella foto) interviene su Inter-Roma non per casi di mercato, negli ultimi anni frequenti, ma per l’infervorato dopo partita, gli sberleffi di un ragazzo di 18 anni con tanto carattere e la pelle nera: SuperMario Balotelli; gli «scambi di cortesie» tra allenatori (Spalletti e Mourinho) e i deferimenti disciplinari per tutti. «Incostituzionale deferire calciatori e allenatori? Non metterei di mezzo la Costituzione - dice Andreotti - contestare è contro le norme interne e contro le regole di carattere sportivo. Se si ammette che ognuno può criticare non si finisce mai. Al 90° minuto l’arbitro fischia e finisce lì. Punto e basta».