IL CALCIO PARLATO

Era uno dei pochi motivi, forse per tanti il solo, che rendeva la fine delle vacanze meno triste. Hanno tolto anche quello, a detta di molti per i capricci di una casta di privilegiati e per l’arroganza della Lega di serie A. Fatto sta che lo slittamento del campionato ha scatenato la rabbia dei tifosi, che non riescono a capire. Ci proverà, domani, il Processo di Biscardi (7 Gold ore 20,40) a spiegare agli appassionati perché il pallone italiano è sempre più sgonfio. La puntata della più longeva trasmissione sportiva, giunta alla 32ª edizione consecutiva, si aprirà con l’introduzione di Vittorio Feltri, che darà una chiave di lettura su quanto successo, partendo da un atto di accusa contro la maggior parte dei presidenti di club. Aldo Biscardi, quindi, decide di andare in onda, nonostante non rotoli la palla. Niente moviole, ma a tenere banco sarà la decisione dei calciatori di incrociare le braccia, o meglio le gambe. Palinsesti da normale domenica di campionato per molte altre tivù locali, a partire da TeleLombardia, con QuiStudioaVoiStadio versione estero (che in segno di protesta seguirà le dirette del campionato spagnolo) e da Telenova (in onda NovaStadio). Slitta come il campionato invece la Domenica Sportiva. La prima puntata della nuova edizione è stata posticipata a domenica 4 settembre. Questa sera è prevista una versione «estate, speciale sciopero», spiega la conduttrice Paola Ferrari dispiaciuta per il rinvio dell’esordio. «È stata una scelta ponderata, ma il rammarico è soprattutto per il campionato. Non è un bel segnale per i tifosi e per l’intero movimento. Davvero difficile comprendere come non si sia riusciti a raggiungere un accordo. È un brutto esempio per il Paese». Per chi invece non può fare a meno del calcio giocato e non è interessato a Tommasi e Beretta ospiti della D’Amico a Sky, sulla tv satellitare può comunque fare il giro d’Europa in 9 ore: dal Real Madrid alla capolista di Germania, Hannover. E poi Manchester United-Arsenal, per chiudere con un monday-night: il Barcellona di Messi contro il Villarreal di Giuseppe Rossi. E magari si scopre che si può fare a meno di quello di casa nostra.