Dal calcio al remo per non faticare in pasticceria

In famiglia è sempre stata la penina, la più piccola, anche se sfiora il metro e ottanta. Suo padre nel portarla alla prima lezione di canottaggio fu secco, parlando con l’allenatore: «Falla provare, tanto dove vuoi che vada». E lei invece è arrivata in fondo al lago, tante volte. Su è giù per allenarsi ha finito per oscurare i fratelli, pur ottimi rematori. Il suo talismano, oltre al body olimpico indossato dal fratello Franco a Sydney è un messaggio, top secret, che il fratello le scrisse per i giochi di Atene e che ora ha riadattato per Pechino. Quando remavano insieme Elisabetta non aveva molto equilibrio e Franco la prendeva in giro. Ora invece la rispetta di più. Mamma e papà sono orgogliosi dei loro figli: il negozio di Bellagio è tappezzato di foto, ma a guardare le gare in Tv proprio non ce la fanno per l’emozione. Peccato in negozio Betta non voglia stare: «Al massimo potrei fare i pacchetti, o stare alla cassa: in fondo sono ragioniera»