Calcio, lo scandalo dei falsi passaporti scuote l'Argentina

Bufera giudiziaria, coinvolti 150 giocatori, 110 perquisizioni: fermate 40 persone (32
donne). Al centro dell'inchiesta anche 
Maria Elena Tedaldi, 42 anni, la stessa donna che, titolare della
agenzia Ciudadania Express, fu protagonista nel 2000 dello scandalo del passaporto di Veron

Buenos Aires - In poche ore lo scandalo dei passaporti italiani falsi si è trasformato a Buenos Aires in una vera e propria bufera giudiziaria che scuote il mondo del calcio argentino, coinvolgendo almeno 150 giocatori, molti dei quali di livello internazionale. E il giudice Norberto Oyarbide, attivato da una denuncia mesi fa del console generale a Buenos Aires, Giancarlo Curcio, è andato con la mano pesante, ordinando 110 perquisizioni in sedi di club sportivi, rappresentanti di calciatori, agenzie e studi giuridici, che hanno portato al fermo di 40 persone (32 donne) e al sequestro di ingente materiale probatorio.ù

I 600 agenti impegnati sono entrati in azione non solo a Buenos Aires e provincia, ma anche a Santa Fe, Mar del Plata, perquisendo fra l'altro gli uffici amministrativi del Lanus e dell'Independiente, squadre della prima divisione argentina. Nonostante il segreto istruttorio, i media hanno rivelato l'identità di molti calciatori su cui vi sono sospetti. Oltre ai casi già trapelati di Juan Pablo Carrizo, German Denis, Juan Forlin, Maximiliano Scaparoni, Gonzalo Bergessio e Ariel Broggi, si citano atleti del Boca Juniors: Gabriel Paletta, Jesus Datolo, Pablo Ledesma (passato al Catania), Mauro Boselli (passato all'Estudiantes) e Sebastian Alberto Battaglia.

Incredibilmente, nella rete della magistratura e della Gendarmeria nazionale, è caduta ancora una volta Maria Elena Tedaldi, 42 anni, la stessa donna che, titolare della agenzia Ciudadania Express, fu protagonista nel 2000 dello scandalo legato al passaporto di Juan Sebastian Veron a cui inventò un inesistente trisavolo (Giuseppe Porcella). Condannata a due anni di carcere (pena sospesa), la Tedaldi, come nulla fosse, ha mantenuto nella capitale argentina la sua attività di intermediatrice di cittadinanze, soprattutto italiane, specializzandosi nelle pratiche riguardanti calciatori desiderosi di trasferirsi nell'Unione europea. Per meglio seguire le pratiche, negli ultimi tempi l'agenzia Ciudadania Express (cha ha anche sedi a Mar del Plata, Los Angeles e Miami) aveva spostato i suoi uffici nella Calle Reconquista 574, a pochi metri dal Consolato generale sito in Reconquista 572.

Il giudice Oyarbide intende far presto e gli interrogatori dei fermati, che sono impiegati di studi giuridici e agenzie, sono cominciati già oggi. Il magistrato cercherà di disegnare la mappa di una rete di malaffare che disponeva di tipografie e sofisticate fotocopiatrici, e perciò ha ipotizzato i reati di falsificazione di documenti pubblici ed associazione per delinquere. La Tedaldi sarebbe un tassello centrale di questo mosaico. Nel suo sito in Internet sono pubblicati i nomi di 150 clienti-calciatori. Alcuni (Roberto Carlos Abbondanzieri, Sebastian Battaglia, Mauro Camoranesi, Fabricio Coloccini, Andres D'Alessandro, Martin De Michelis, Ernesto Farias, Diego Forlan, Gabriel Heinze, Ezequiel Lavezzi, Javier Mascherano, Gabriel Milito, Martin Palermo, Gabriel Paletta e Maxilimiano Rodriguez) sono in neretto.

Fonti vicine all'istruttoria hanno detto che i passaporti potevano essere ottenuti anche in soli 30 giorni, e che il loro costo era di 20-30.000 euro. Durante il processo riguardante Veron, comunque, la Lazio ammise di aver pagato i servizi della Tedaldi 110.000 dollari.