Calcio scommesse: interrogato un altro negoziante di Nervi

Confermate le intercettazioni («chiacchiere da bar») di un giocatore blucerchiato

Piero Pizzillo

È entrata ieri nel vivo l’istruttoria sul calcio scommesse con gli interrogatori delle persone già iscritte nel registro degli indagati. Il primo a sedersi dinanzi ai pubblici ministeri Andrea Lari e Giovanni Arena, in un ufficio della caserma dei carabinieri a San Giuliano, Francesco Sanfilippo , 30 anni titolare di Js Abbigliamento di piazza Duca degli Abbruzzi, a Nervi,reduce da una vacanza a Formentera, il cui nome cominciò a circolare quando scoppiò lo scandalo della combine Genoa-Venezia e degli illeciti sul cacio scommesse. Sanfilippo, assistito dagli avvocati Umberto Pruzzo e Alessandro Pinato, si è avvalso della facoltà di non rispondere. «Ci siamo trovati - dice Pruzzo - di fronte a un’imputazione alquanto generica sulle scommesse. Sanfilippo non ha potuto dire alcunché a sua discolpa, perchè non abbiamo idea delle accuse. È vero, è amico di molti calciatori, soprattutto blucerchiati, ma solo perchè vanno a comprare nel suo negozio». Probabilmente sarà ascoltato nei prossimi giorni quando le accuse saranno formulate più compiutamente. Dopo di lui è entrato un altro negoziante di Nervi, Graziano Belsiti, di indubbia fede calcistica essendo genoano sfegatato. Anche lui accusato di frode sportiva collegata al calcio scommesse e amico di molti giocatori, difeso dall’avvocato Claudio Zadra, ha preferito non aprire bocca, così come consentito dalle legge a tutti gli indagati. Anche perchè secondo la difesa non si può rispondere senza sapere di cosa si è accusati. Per quanto riguarda le voci di un coinvolgimento di un giocatore della Sampdoria (ma qualcuno parla addirittura di tre), dalla Procura trapela che ci sono intercettazioni in cui parla un tesserato blucerchiato (il cui nome è stato cancellato dagli atti) ma i colloqui, secondo gli inquirenti, per il momento corrispondono a «chiacchiere da bar che non hanno alcun valore probatorio». Gli interrogatori degli altri inquisiti proseguiranno nei prossimi giorni.
Proseguono quindi le indagini sull’altro filone dell’inchiesta, quello legato alle presunte combine (gli atti saranno consegnati alla giustizia sportiva già nei prossimi giorni anche se i pm concluderanno il loro lavoro a settembre), mentre per quanto riguarda le partite al vaglio dei magistrati per presunta «frode sportiva», Genoa-Venezia e Piacenza-Genoa, ieri a Roma sono stati sentiti nella sede della Federcalcio Benussi in via Po, Oliveira e Vagheggi, procuratore di Ruben Maldonado, il giocatore ceduto dal Venezia al Genoa, con un acconto dei 250 mila euro trovati poi nell’auto del diesse lagunare Pino Pagliara, fermato nei pressi della «Giochi Preziosi». «Il mio assistito ha giocato poco quest’anno - ha detto Vagheggi - e per quella partita non era nemmeno stato convocato». Non si è capito però se Maldonado fosse a conoscenza della sua cessione al Genoa e per questo è stato convocato nuovamente dalla Figc (il giocatore sarà ascoltato nei prossimi giorni).
Vicente invece si è reso «irreperibile», mentre sono stati sentiti Oliveira e Benussi. Non era presente agli interrogatori invece il generale Italo Pappa che presenzierà soltanto alla seduta di martedì, quella in cui saranno presenti il presidente Enrico Preziosi, il figlio Matteo, il direttore generale Stefano Capozucca e il diesse del Venezia Pino Pagliara con l’ex numero uno arancioneroverde Franco Dal Cin.

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