Calcio scommesse, sentiti altri tre ultrà sulla lite tra Preziosi e Leopizzi

La procura stringe i tempi per la richiesta di rinvio a giudizio del presidente del Genoa, Enrico Preziosi, del figlio Matteo e dell’ex direttore sportivo Stefano Capozucca, sinora indagati per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva.
I pubblici ministeri Giovanni Arena e Alberto Lari, che conducono l’inchiesta su Genoa - Venezia e calcio scommesse, hanno interrogato i tre tifosi, che erano con l’ultrà Massimo Leopizzi, quando quest’ultimo registrò l’agitata conversazione avuta con Preziosi in un ristorante. Dalle maglie del segreto istruttorio è trapelato che qualcuno dei tre testi ha detto cose interessanti ai fini dell’accusa. Ricordando quanto già scritto nei giorni scorsi, cioè che in quell’occasione Preziosi è stato duramente contestato da Leopizzi e forse anche dagli altri supporter, in relazione ai risultati di due incontri del Genoa, è presumibile che i pm siano venuti in possesso di nuovi elementi d’accusa contro Preziosi. I magistrati non hanno potuto sentire Leopozzi (non è indagato per il calcioscommesse), perchè, dice il suo legale Stefano Sambugaro, fa in carcere una terapia e non è in grado d’essere interrogato.