Calcio, shopping e ristoranti nello stadio da 250 milioni

Garrone ha presentato l’impianto di Sestri Ponente: «Sarà sicuro e ultramoderno»

da Milano

L'addio a Marassi è sempre più vicino. Il presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone, ha formalizzato un nuovo passo verso la costruzione del nuovo stadio di proprietà del club blucerchiato con la presentazione del progetto all'interno della fiera del Real Estate a Milano. Un progetto che è «quasi definitivo», a detta dell'architetto milanese Stefano Boeri, ma che sarà ultimato nei dettagli a giugno.
La scelta sull'area dove innestare il nuovo impianto è ormai fatta. Sestri Ponente è stata preferita a Trasta, Cornigliano, Calata Sanità e piazzale Kennedy. Decisivi nella valutazione dello studio Boeri una serie di fattori: posizione strategica (a un solo minuto dall'aeroporto Cristoforo Colombo, tre dal casello autostradale, undici dalla ferrovia), potenziali attrattori (Ikea, Castorama, centro commerciale «La Fiumara») e contesto di grande sviluppo (previsione di realizzazione del nuovo porto turistico, del polo tecnologico dell'Iit agli Erzelli e riqualificazione dell'area delle acciaierie Riva). Se a tutto questo si aggiunge che lo studio immobiliare Giacomazzi Real Estate, coinvolto nel progetto dello stadio, è attualmente impegnato nella progettazione di una stazione ferroviaria nella zona, la scelta di Sestri Ponente risulta quasi ovvia. Interessante il piano ideato per regolare l'affluenza del pubblico alle gare. Connessioni pedonali e strade a veloce percorrenza si affiancheranno e sovrapporranno su livelli differenti, permettendo un agevole flusso con elevati standard di sicurezza. Senza contare l'alta disponibilità di parcheggi nelle vicinanze dei cancelli d'ingresso.
Ma come sarà il nuovo stadio della Samp? Ultramoderno, è la risposta. Avrà una forma ovale e sarà capace di ospitare 34.149 tifosi. La struttura sarà divisa in un primo anello da circa 10 mila posti e un secondo da circa 24 mila. Le tribune saranno protette da una copertura che si illuminerà di notte e che potrà anche cambiare colore quando giocherà la Nazionale. Al suo interno avrà punti di ristoro (fra cui un ristorante con vista sul terreno di gioco), 28 skybox, otto studi televisivi, 220 mq di stanze adibite al merchandising, 890 mq di sale per eventi extracalcistici. Oltre, naturalmente, a spogliatoi, magazzini, tribune Vip e via dicendo.
La vera novità, però, è rappresentata da ciò che sarà costruito fuori dalla futura casa del team blucerchiato. Il principio è quello di mantenere viva la zona adiacente allo stadio sette giorni su sette, anche fuori dall'orario delle partite. Magari facendo tornare le famiglie allo stadio, come succede in Inghilterra. Ecco allora 30 mila mq riservati allo shopping e all'intrattenimento (alternativa che potrebbe attrarre i tifosi già un paio d'ore prima degli incontri) e 15 mila mq di negozi per appassionati, dove sarà possibile acquistare gadget e magliette della squadra del cuore. Le aree di filtraggio e pre-filtraggio saranno in linea con le recenti normative sulla sicurezza negli impianti sportivi e garantiranno un rapido accesso alle tribune.
Il costo complessivo, secondo stime preventive, dovrebbe aggirarsi sui 250 milioni di euro. Una cifra importante, che però non ha spaventato Garrone e coloro che hanno aderito al progetto «Un nuovo stadio per Genova» (Foruminvest e Sport Investiment su tutti). I fondi, infatti, sarebbero già stati reperiti all'estero e, in parte, attraverso enti locali. Non resta che convincere amministrazione e istituzioni. Il presidente della Samp è convinto di farcela: «Un nuovo stadio così concepito è un passo avanti per tutta la città. La politica lo capirà». Intanto sembrano averlo capito i fan blucerchiati: il 44 per cento sarebbe favorevole all'abbandono di Marassi, rispetto al 36 per cento che sarebbe contrario al cambiamento. Almeno da quanto risulta a Garrone e soci. Sarà vero?