Il calcio sicuro costa 15 milioni allo Stato

Il calcio ci è costato, eccome. Non bastavano i costanti aumenti del prezzo dei biglietti per lo stadio, i soldi versati a Sky o al digitale terrestre per godersi le partite in salotto e la spesa per la maglia della squadra del cuore, magari con gadget annessi. No, ora la corte dei Conti fa sapere che per mantenere la sicurezza negli stadi lo Stato ha dovuto investire la bellezza di 15,4 milioni di euro solo nella scorsa stagione. Tradotto in parole povere, per mantenere buoni i violenti padroni delle curve, capaci perfino di uccidere un ispettore come a Catania, gli italiani hanno dovuto sborsare di tasca propria. Passi per chi vive di pane e football, ma chissà cosa ne pensa chi non sopporta il caro vecchio pallone.
La domanda è d’obbligo: dove sono andati a finire tutti questi soldi? La risposta è ovvia, sono stati usati per pagare gli stipendi del personale impiegato prima, durante e dopo le gare. La corte dei Conti, nella sua Relazione sul rendiconto generale dello Stato, è scrupolosa nel fornire dettagli. Nei 2.444 incontri giocati fra coppe e campionati (fino alla C2) in Italia nella scorsa stagione hanno prestato servizio ben 218.880 unità, di cui 138.568 agenti di polizia, 72.235 militari dell’Arma e 6.077 uomini della guardia di Finanza. In totale il costo del lavoro straordinario ammonta a 11,8 milioni di euro, cui si aggiungono 3,6 milioni per indennità di ordine pubblico e qualche centinaio di migliaia di euro di voci di spesa «per il personale fuori sede, le mense e i pasti presso esercizi pubblici e per l’alloggiamento degli operatori dei reparti mobili». Ma non è finita. Se si tiene conto del complesso delle attività sportive nel 2006, il numero di uomini delle forze dell’ordine impiegato sale a più di un milione, fra cui anche 13.050 guardie del Corpo forestale. Un’altra curiosità: i 377.175 operatori che hanno lavorato in occasione dei Giochi olimpici invernali di Torino e nella nona edizione delle Paralimpiadi sono costati un milione e 148mila euro.
Per fortuna in futuro la musica dovrebbe cambiare. La spesa per la sicurezza all’interno degli stadi graverà sul bilancio delle società di calcio e non più sulla società civile. Tutto grazie al cosiddetto «decreto sugli steward», che costringerà i club a impiegare personale di propria fiducia in tutte le arene capaci di contenere più di 7.500 spettatori. A questa figura mutuata dal tanto decantato modello inglese spetteranno le mansioni ieri delegate alle forze dell’ordine: controlli all’ingresso, presidio dei varchi di filtraggio e prefiltraggio, vigilanza negli impianti durante le manifestazioni. Oltremanica l’esperimento ha fatto tornare lo stadio la casa dei tifosi perbene. Speriamo funzioni anche qui. Intanto ci farà risparmiare qualche euro.