Un calcio alla Signora e ai malumori

Emmanuele Gerboni

Giocate il nove, vinci o perdi pure così. Chiedete alla Juve. Che, soltanto in altre due occasioni, aveva messo in fila nella sua storia 8 vittorie consecutive (anni 30' e nel 1985) prima di scivolare proprio nella giornata numero nove. La colpa? C'è sempre il Napoli di mezzo. Proviamo a vederla dall'inquadratura blucerchiata. Stasera la Samp scende in campo a Torino, la Juve è salita sull'ottovolante, e sulla panchina blucerchiata c'è uno come Walter Novellino, campano di Montemarano ma siamo sempre in zona. E poi c'è il precedente dell'anno scorso. La Juve in fuga, (+ 8 sul Milan) e la Samp che fa lo scherzetto. Anche la cabala mette un po’ di pepe a questa sfida che sembra impossibile. E sono proprio le gare che preferisce Walter Novellino. Che in pochi giorni se la vedrà con Fabio Capello e Roberto Mancini, colleghi e nulla di più: «Sono amico di tutti quando vinco, ma lo sono un pò meno quando perdo». Novellino vuole fare il bis, sarebbe troppo bello riprendersi tutto il montepremi ancora una volta. È un'altra Samp (che ha cambiato la sua vocazione, più gol fatti ma pure più reti subite) ed è anche un'altra Juve: «L'innesto di Viera è stato importante, si tratta di una grande giocatore. È una Juve ancora più forte, non lo scopriamo certo noi. Può contare su giocatori straordinari. Non ci sarà Ibrahimovic, ma al suo posto Capello presenterà un certo Trezeguet. Per quanto ci riguarda, dobbiamo migliorare su alcune situazioni individuali, tatticamente la squadra si comporta bene ma siamo pronti a fare la nostra partita con la giusta determinazione e senza paura».
Parla di singoli Novellino e le due facce della stessa medaglia blucerchiata sono quelle di Giulio Falcone e Andrea Gasbarroni. Freccetta giù e pollice su. Il difensore è rimasto casa («Sta facendo fatica») mentre l'esterno avrà ancora una maglia da titolare. Novellino non lo dice, ma Gasbarroni dovrebbe spostarsi sulla fascia destra al posto di Aimo Diana, match winner nel match dell'anno scorso al Delle Alpi: «Gasbarroni sta facendo benissimo, è maturato tantissimo». Dentro Angelo Palombo, fuori Samuele Dalla Bona, per dare più sostanza al centrocampo e poi c'è qualcosa ancora da sistemare nel reparto offensivo. Dove Marco Borriello («Deve stare sereno, quando un giocatore ha fame può fare tutto», continua il mister doriano) avrebbe una voglia matta di salire sul palco dal primo minuto. E' la prima soluzione, quella più semplice.
Oppure ci sarebbe la seconda busta. Emiliano Bonazzoli unica punta e Lamberto Zauli a fare l'elastico tra centrocampo e l'attacco.
Novellino ci deve ancora pensare, appuntamento a stasera per la risposta: «Abbiamo diverse alternative, vedremo domani (oggi, ndr)». Sarà un bel test per capire se la sconfitta con l'Ascoli e il pareggio, sofferto, con il Siena sono stati semplicemente passi falsi o qualcosa di più. E lo stesso presidente Riccardo Garrone è salito a Bogliasco per dare la carica. Ha parlato qualche minuto con l'amministratore delegato Beppe Marotta (che ha chiuso con la multinazionale LG Electronics, un contratto di sponsorizzazione di maglia per le competizioni di Coppa Uefa e Coppa Italia), poi ha salutato la squadra e Novellino. Allenatore e anche un po’ psicologo. «Flachi e Borriello sono due giocatori a cui bisogna stare dietro, Bonazzoli, invece, è un ragazzo che deve essere gratificato, ormai il nostro mestiere è così. Flachi, ad esempio, soffrendo da parecchio per questa storia, adesso ne è uscito ma il caso mi sembra chiuso. E sono convinto che nel corso del campionato ci darà un contributo importante».
Magari, da sabato prossimo con l'Inter. Mancini contro Flachi, qui il numero giusto sarebbe il dieci. Stasera, però, giocate il nove. Dopo l'otto, la Juve vede poco bianco e tanto nero.