Calcio, sms e soffiate agli ultras: dopo l'assessore indagato un sindaco

Il giovane sindaco leghista di Gandosso, Alberto Maffi, segnalava le mosse delle forze dell'ordine alla calda tifoseria dell'Atalanta

Bergamo - Gli ultrà agivanoindisturbati eludendo gli interventi della polizia: sembrava quasi che sapessero in anteprima le mosse delle forze dell'ordine. Chi era la talpa? Un sindaco della provincia.

Informatore È Alberto Maffi, 27 anni, primo cittadino di Gandosso (Bergamo), un piccolo centro della Val Cavallina, il sindaco della Lega Nord indagato con altre 103 persone tra le quali l’assessore regionale al Territorio Daniele Belotti, anche lui della Lega, nell’inchiesta della procura di Bergamo sugli episodi di violenza degli ultrà dell’Atalanta, tra settembre 2009 e agosto 2010. Secondo l’accusa era proprio Alberto Maffi a fare da vedetta ai capi ultrà e ad avvertirli dell’arrivo della polizia nei pressi dello stadio, durante gli scontri.

SMS Il nome del sindaco di Gandosso è uscito dalle intercettazioni telefoniche predisposte dalla procura il 13 dicembre 2009, in occasione della partita Atalanta-Inter. Dopo la gara, c’è stato un fitto scambio di sms e telefonate tra il primo cittadino e il capo della curva, Claudio Galimberti, che dalla caserma dei carabinieri dov’era a firmare per il Daspo, chiedeva al sindaco di avvisarlo delle mosse sia delle forze dell’ordine sia dei tifosi avversari. Ed è ancora Maffi, secondo le intercettazioni, che dal piazzale dello stadio inviava messaggi, del tipo: «Ci sono i blu (riferito alla polizia) lì dentro, rischio trappola». Maffi, che secondo gli inquirenti avrebbe avuto un ruolo decisivo negli scontri del dopo-partita, dovrà ora rispondere di concorso in associazione per delinquere.