Calcio, il "terzo tempo" è per tutti 

La Lega Calcio ha deciso: "Da gennaio su tutti i campi di A e B verrà celebrato il gesto di fair play visto domenica al Franchi". Pratica "rubata" al rugby dove i giocatori, a fine match, mangiano e bevono insieme

Milano - La Fiorentina fa scuola. Allargando la prospettiva si potrebbe dire che il calcio, invischiato tra polemiche e violenza, prende esempio dal rugby. La Lega Calcio, nella riunione di oggi a Milano, ha deciso di istituzionalizzare il "terzo tempo". Ieri allo stadio Franchi i giocatori della viola, dopo la sconfitta per 2-0 subita contro l'Inter, hanno formato il classico "corrdoio" (preso in prestito dalla palla ovale) e salutato gli avversari rendendo "l'onore delle armi" ai vincitori. Alla ripresa del campionato dopo la pausa per le festività di fine anno, la cerimonia conclusiva delle partite di calcio del campionato di serie A e B, il "terzo tempo" diventerà una consuetudine su tutti i campi dei campionati italiani.

Approvato da tutti Lo ha deciso il Consiglio di Lega che predisporrà per la prossima riunione, già convocata per il 13 dicembre prossimo, un cerimoniale in questo senso per sottoporlo all’approvazione delle società. Dopo che le televisioni hanno iniziato a proporre le immagini del gesto della Fiorentina allenatori e calciatori si sono subito dichiarati favorevoli a "copiare" l'iniziativa. Il ct della Nazionale Roberto Donadoni, insieme al presidente degli allenatori italiani Renzo Ulivieri (sulla panchina della Reggina), più Carlo Ancelotti. E oggi tra i calciatori si è scomodato addirrittura Francesco Totti per dare la "benedizione" ufficiale all'iniziativa. Dopo l'ok del presidente della Federcalcio Giancarlo Abete il Consiglio di Lega ha fatto il resto. 

Come nel rugby Se il calcio volesse copiare per intero l'esperienza del rugby dopo il saluto finale tra le due formazioni l'etichetta ovale prevede anche il terzo tempo vero e proprio: la partita si rigioca, ma a tavola. Davanti a un bicchiere (rigorosamente di birra) e a qualsiasi cosa da mangiare i giocatori stemperano le tensioni fiosiologiche che si sviluppano durante un match.

Modalità da definire Secondo quanto è stato deciso oggi dal Consiglio di Lega, la cerimonia di fair play ha lo scopo di favorire il sentimento sportivo e di svelenire il clima agonistico al termine delle gare e sarà adottata come obbligatoria per tutte le partite di campionato. Una norma con precise caratteristiche, così come l’ingresso in campo e lo schieramento. Non è ancora chiaro se saranno i giocatori della squadra sconfitta ad applaudire i vincitori o viceversa e se le squadre si schiereranno all’ingresso degli spogliatoi o in un’altra zona del campo. Tutto ciò è appunto materia delle norme che dovranno essere stese nella prossima riunione di Consiglio e poi sperimentate.